Secondo gli ultimi dati rilevati sono 396 le aziende che chiudono le proprie saracinesche per usura bancaria ogni giorno ( dati del mese di maggio 2016); per quanto tempo ancora dobbiamo subire i torti di questi usurai?

L'associazione DECIBA sin dalla sua nascita ha avuto l'obbiettivo e l'etica morale di sconfiggere questa stretta morsa di illeciti bancari che ogni giorno affogano il nostro made in italy.

L'usura è un problema che l'Italia si porta dietro da molto tempo, negli ultimi anni sono nate tantissime associazioni contro gli illeciti bancari, alcune con lo scopo di truffare i poveri clienti che non solo si vedono rubare soldi dalle banche, ma sono costretti a pagare falsi professionisti che non sono in grado di calcolare neanche un mutuo bancario.

Tramite un'accurata stima, quasi l'ottanta percento dei mutui non sono a norma di legge, questo provoca dei tassi di interesse elevati, rendendo così un insopportabile situazione economica da parte delle aziende italiane e anche dei privati.

Secondo le stime di maggio 2016, la situazione più grave si trova in Campania, precisamente nella zona napoletana, pare proprio che le povere imprese meridionali, infatti, rischiano la chiusura dei propri conti correnti bancari.

Il meridione dunque, si vede costretto a fare un passo indietro, dato che l'apertura di credito ormai è destinata a pochi soggetti, e quei poveri imprenditori che non possono accedere ad un credito bancario, fanno ricorso al credito all'interno della famiglia. Un viaggio nel tempo dell'Italia degli anni '50, tutto per colpa degli usurai.

L'usuraio oggi è il professionista con il colletto bianco, che promette l'illegalità degli atti estorsivi.

L'associazione DECIBA chiede un'intervento giuridico, che metta per la prima volta in ginocchio gli usurai bancari, non possono sempre farla franca, l'Italia ha bisogno delle imprese di piccola produzione, l'economia italiana è basata proprio sulle pmi, nel nostro sistema giuridico manca una normativa antiusura, che spenga definitivamente questo calvario.

L'innovazione che chiediamo sta prima di tutto in una forma reale di prevenzione del sistema usuraio, poi nel finanziamento di quelle imprese alle quali le banche rifiutano il credito, per restituire loro la dignita' e reimmetterle nel circuito dinamico del mercato. Infine sono necessarie modifiche alla legge bancaria per quanto riguarda le Centrali rischi e le Criff, che diventano delle vere e proprie pistole alla tempia degli imprenditori.

I titoli bancari cadono su Piazza Affari, la BCE, precisamente, Mario Draghi si pronuncia e garantisce un paracadute libero per le banche in casi eccezionali, non che questo sia un caso “normale”, la corte Europea ha espresso il suo giudizio al riguardo,bocciato il bail-out, le banche prenderanno i loro crediti dai risparmiatori, questa sentenza ha affossato in primis l'Italia, perché aveva introdotto una politica di salva banche, attraverso i soldi pubblici.

La corte europea, tuttavia, lascia uno spiraglio per il bail-out (intervento dello stato per salvare le banche), lo conferma anche Mario Draghi, che oggi ha detto: "E' necessario affrontare la questione dei crediti deteriorati in Europa". Il consiglio della Bce - ha detto ancora - ribadisce di "essere pronto a usare tutti gli strumenti disponibili entro il suo mandato". Un paracadute pubblico per le banche (backstop) "è possibile in casi eccezionali" o quando "il mercato dei crediti deteriorati è sotto pressione" per evitare una loro svendita.

Nel frattempo la Banca Centrale Europea ha lasciato invariati i vari tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento sia principali che marginali e sui depositi presso la banca centrale, vi riportiamo gli indici: 0,00%, allo 0,25% e al -0,40%.

Lo stesso consiglio della Bce rivela: “ che i tassi di interesse di riferimento si mantengano su un livello pari o inferiore a quello attuale per un prolungato periodo di tempo e ben oltre l'orizzonte degli acquisti netti di attività".

L'INTERVISTA A MARIO DRAGHI: QUI

L'economia europea è in crisi, ormai lo sanno anche i muri di casa vostra.

La Germania è impegnata a disinnescare la bomba chiamata Deutesch banck, e noi non siamo da meno; il fantasma della banca Etruria sembra proprio essere imminente, la sua ombra ormai la si vede chiaramente sotto forma della banca Monte Paschi di Siena, in giro per internet la gente la definisce ormai banca Etruria 2.0!.

La domanda è lecita: la nostra costituzione è mirata a tutelare i risparmiatori che depositano le loro fatiche guadagnate onestamente nei vari conti correnti bancari, e allora perché il governo di Renzi è concentrato a salvare il crack delle banche e no i risparmiatori stessi?

Sia il ministro dell'economia Padoan che Ignazio Visco, all'assemblea ABI ( associazione Banche Italiane) elogiano, il nuovo assetto amministrativo dell'Unicredit, la nuova normativa europea; soffermandosi anche a parlare del Mps e delle banche venete.

Il ministro Padoan dichiara che l'economia italiana è un'economia solida RISPETTO agli altri stati dell'UE; speriamo che un giorno il nostro ministro apra qualche giornale per capire che per ora l'economia europea è davvero in crisi.

Sembra proprio che anche questa volta il governo miri a mettere da parte la costituzione per salvaguardare le banche, tramite le nuove normative europee e gli aiuti di stato (sempre con i soldi dei risparmiatori), insomma, il solito loop che sembra riproporsi un mese si e l'altro pure.

Ignazio Visco, governatore della Banca d'Italia, dichiara <il problema è serio ma può essere gestito>. Ovviamente a lui non ne facciamo una colpa, ogni imprenditore che si rispetti mira a proteggere il suo impero.

Il problema sarà appunto gestito con i soldi pubblici, i TUOI soldi.

Padoan aggiunge anche <il dialogo con le istituzioni europee è continuo, e ha lo scopo di esplorare tutte le modalità di intervento pubblico ammesse dalle regole sugli aiuti di Stato>, anche noi della redazione saremmo forti con i soldi di tutta l'Italia.

Insomma sembra che anche questa volta le banche abbiano superato la potenza della costituzione italiana.

Newsletter

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato

In collaborazione con:

Contattaci

 

Vai all'inizio della pagina