L'associazione deciba ha monitorato con estrema attenzione la situazione bancaria di queste settimane, dato gli ultimi accadimenti, sia storici che attuali della banca senese, la Monte Paschi di Siena le cui vicende vanno avanti da circa 2 anni con continue iniezioni di capitale da parte dei soci e cambi del management.

Deciba ritiene che il richio di vedere il ripetersi delle scene della banca Etruria sia molto elevato, proprio per evitare questo ha rilasciato un comunicato stampa a tutti i risparmiatori della Mps.

Il comunicato stampa è stato rilasciato dopo le ultime parole pronunciate dalla corte dell'Unione Europea di giustizia: <La condivisione degli oneri da parte degli azionisti e dei creditori di obbligazioni subordinate come pre-requisito di una autorizzazione, da parte della Commissione (Ue), per erogare aiuti di Stato a una banca con problemi di capitale non è contraria alla legge Ue>.
Questo significa che prima di salvare le banche con gli aiuti di stato (il famoso bail-out), i soggetti che dovranno salvare le banche saranno i risparmiatori (bail-in), ovvero: gli azionisti, detentori di obbligazioni subordinate, correntisti con conti superiori a 100.000 euro.
E diversi detentori di obbligazioni subordinate emesse da banche, potranno fare la stessa fine dei risparmiatori che avevano sottoscritto bond di Banca Marche, Banca Etruria, CariChieti e CariFerrara.

Di seguito vi riportiamo il comunicato stampa di D.E.C.I.BA.

 

Per chi non fosse ancora a conoscenza dell'avvenimento, “Equiclick” ha fatto il suo ingresso nel mondo dello smartphone!.

In pratica sarà sempre con voi, quando andrete a mangiare una pizza, a comprare dei mobili per la casa, a potare il giardino, insomma, un po' come l'anima gemella, solo che Equitalia di “gemello” non ha proprio niente, se dovessimo trovare un paragone, Equitalia sarebbe la suocera insopportabile.

LA MISSION:  pare proprio che Equitalia stia per arrivare al suo zenit!. Davvero? 

Il premier Renzi ha annunciato la cancellazione di Equitalia per il 2018, l'accadimento sarà graduale, ma non preoccupatevi, la sua anima non vi lascerà da soli. 

Vi riportiamo le sue parole: <Equitalia va cancellata entro il 2018, prima di cambiare il nome, cambiamo il meccanismo. Intanto ti mando per sms tutte le scadenze, poi c’è un’applicazione in cui paghi con un click”>.

 

 

 

 

Il caso: che il futuro fosse lo smartphone non c'era alcun ombra di dubbio, ormai è assodato, pare proprio che Equiclick diventerà Equitalia 2.0, cartelle esattoriali via app: notifiche del fisco via sms, il pagamento dei debiti con un click. 

In parole povere uno stalker, ricordandoti che è sempre con te. Un po' come il ritornello della canzone “non ti scordar mai di me”.

Entro il 2018 questa app avrà un importante crescendo, la riscossione dei debiti Equitalia iscritti a ruolo verrà quindi semplificata e velocizzata.          

Il nostro premier ha rispettato il cerchio della vita, con una cosa che muore, un'altra nasce.

Noi siamo dell'opinione che determinati argomenti non dovrebbero toccare il telefono, bensì, dovrebbero essere “privati”, se ti rubano il telefono? Chiunque potrebbe venire a conoscenza della tua situazione fiscale. 

E voi che ne pensate? Per ogni controllo su Equitalia o qualsiasi delucidazione non esitate a contattarci:

E-Mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Telefono : 0422 456003

Mob: 349 9480562

Fax: 0422 451267

 

 

 

 

 

                      

 

 

 

 

Le piccole cartelle sotto i 2.000,00 euro dovrebbero essere annullate d’ufficio.

 

Alla sede di DECIBA sono arrivate molte richieste di chiarimenti, perciò vogliamo ripercorrere brevemente la norma, e per approfondimenti potete chiamare lo 02.90427304.

 

In questi giorni molta enfasi viene data dai media alla norma riguardante l’annullamento d’ufficio delle cosiddette “piccole cartelle”, il cui importo non supera i 2.000,00 euro.

Tale norma, prevista dalla legge di stabilità (legge n.228 del 24/12/2012), richiede sicuramente un attento esame al fine di comprendere a pieno la tipologia dei debiti (crediti per il concessionario) oggetto di annullamento.

 

Innanzitutto, risulta sicuramente opportuno leggere con attenzione la norma, la quale stabilisce espressamente che “Decorsi sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, i crediti di importo fino a duemila euro, comprensivo di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni, iscritti in ruoli resi esecutivi fino al 31 dicembre 1999, sono automaticamente annullati….” (articolo 1, comma 527, della legge di stabilità liberamente visibile su  <http://www.studiolegalesances.it/> www.studiolegalesances.it – sez. Documenti).

 

La norma, inoltre, rinvia a un successivo decreto per le modalità pratiche relative alla comunicazione delle somme annullate agli enti titolari e al rimborso delle eventuali spese sostenute dagli agenti della riscossione, ma ciò che ovviamente interessa al contribuente è la prima parte della disposizione.

 

Ebbene, leggendo la predetta norma sembrerebbe che il legislatore abbia previsto due requisiti per l’annullamento d’ufficio delle somme pretese dal concessionario:

1)      si deve trattare di ruoli resi esecutivi fino al 31/12/1999 (e quindi relativi a pretese sicuramente non successive all’anno 1999);

2)      ai fini dell’individuazione dei ruoli da annullare, l’importo di euro 2.000,00 si calcola considerando  solamente tre componenti dell’iscrizione al ruolo, ossia il capitale, gli interessi per ritardata iscrizione al ruolo e le sanzioni.

 

Ne derivano, dunque, alcune importanti considerazioni.

 

In primo luogo, è bene evidenziare che la norma non specifica assolutamente la natura dei ruoli da annullare e quindi tale sanatoria parrebbe comprendere qualunque tipo di somma iscritta al ruolo (ad esempio, contributi previdenziali, tributi, rette scolastiche, ecc.).

Inoltre, occorre considerare che le somme iscritte al ruolo contengono ulteriori componenti rispetto a quelli indicati dalla norma, come ad esempio le somme richieste a titolo di aggio (compenso del concessionario) oppure quelle riguardanti le spese esecutive sostenute dal concessionario.

 

Ancora, altre componenti importanti delle iscrizioni al ruolo – soprattutto per quelle pretese particolarmente “vecchie” come in questo caso – sono gli interessi di mora che non vengono citati dalla predetta norma ma sono cosa ben diversa dagli interessi per ritardata iscrizione al ruolo.

I primi, infatti, sono applicati dal concessionario dopo la notifica della cartella al contribuente (si veda art. 30 DPR 602/73) mentre quelli per ritardata iscrizione al ruolo sono applicati dall’ente impositore  e calcolati dalla scadenza del pagamento del tributo fino alla data di consegna del ruolo al concessionario (art. 20 DPR 602/73).

 

In pratica, ciò che avviene in genere  è che l’ente impositore, una volta accertato il mancato pagamento spontaneo del cittadino/contribuente, forma il titolo esecutivo (ossia il ruolo) che comprende la somma vantata (capitale), gli interessi fino alla consegna del titolo al concessionario (ossia gli interessi per ritardata iscrizione al ruolo) e le sanzioni per il mancato versamento spontaneo; solo successivamente vengono applicati dal concessionario gli altri importi come i compensi di riscossione  (cd. aggio), gli ulteriori interessi di mora e le spese esecutive.

Tale precisazione risulta doverosa poiché, essendo la legge riferita a somme molto datate – ricordiamo che la norma parla di ruoli resi esecutivi fino al 31/12/1999 – gli importi pretesi dal concessionario sono sicuramente lievitati in questi anni (soprattutto per l’applicazione degli interessi di mora e degli altri accessori che potrebbero aver raggiunto o addirittura superato il debito originale) e il contribuente potrebbe non rendersi conto di aver diritto all’annullamento dei ruoli.

 

Alla luce di ciò, si consiglia a tutti i contribuenti di richiedere immediatamente a Equitalia la propria posizione debitoria, in modo da verificare nei prossimi mesi se essa ha provveduto all’annullamento dei vecchi ruoli come previsto dalla legge (la norma parla di annullamento decorsi sei mesi dall’entrata in vigore della stessa, ossia a partire dal primo gennaio 2013). 

 

Per delucidazioni e assistenza scrivete a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o chiamate lo 02.90427304.

La cosiddetta Sanatoria Equitalia, ovvero il disegno legge sulla rottamazione dei ruoli, procede il suo iter istituzionale. Pare infatti che sia stato affidato alla 6° Commissione permanente del Senato. Scopo della sanatoria, attesa da molti, sarà la possibilità di saldare i propri debiti con Equitalia in modo graduale, senza l’applicazione di interessi o penali; inoltre cancellerà parte del debito diventato insostenibile.

Se la nuova norma appare vantaggiosa per i contribuenti, lo sarà ancor più per lo Stato, il quale potrà recuperare una buona parte di quanto non riscosso.

 

Destinatari del provvedimento saranno i contribuenti in difficoltà finanziaria, sia grave che momentanea. Alla prima categoria appartiene chi ha un debito, iscritto a ruolo, costituito per oltre il 50% da ruoli resi esecutivi prima del 31 dicembre 2010; alla seconda, chi ha debito, iscritto a ruolo, costituito per oltre il 50% da ruoli resi esecutivi prima del 31 dicembre 2012.

 

Il decreto tutelerà sia i comuni cittadini, sia i lavoratori autonomi e le imprese.

Ai soggetti in difficoltà finanziaria, il decreto darà la possibilità di usufruire di un piano di rientro, che dovrà essere obbligatoriamente accettato da Equitalia. Tale piano dovrà includere una rateizzazione e potrà prevedere uno stralcio di parte del dovuto.

 

Per contribuenti in grave difficoltà, il piano prevederà

  • pagamento integrale dell’Iva dovuta
  • pagamento integrale dei contributi dovuti
  • pagamento del 75% dei tributi
  • stralcio integrale delle sanzioni, degli interessi e dell’aggio di riscossione.

 

Per i contribuenti in momentanea difficoltà, il piano è lo stesso, ma lo stralcio tributi si limiterà al 5%.

 

C’è comunque la probabilità che la somma dovuta a Equitalia sia in realtà inferiore, a causa di numerose irregolarità che spesso gravano sulle cartelle dell’ente di riscossione, che potrebbero quindi diventare impugnabili al fine di un annullamento o sospensione del debito. Consultate per maggiori informazioni, contatta il Dipartimento Italiano Controllo Illeciti Equitalia, ente a garanzia D.E.C.I.BA, al sito www.dicie.it o allo 0422456003.

Da ieri 3 maggio 2016 è disponibile un nuovo servizio web sul sito di Equitalia.

Saranno infatti effettuabili da parte del contribuente dei controlli online sulla propria situazione debitoria, si potranno pagare le cartelle, nonché richiedere la rateizzazione fino a 50 mila euro. Inoltre sarà possibile richiedere la verifica dell’esistenza di eventuali procedure in corso o la sospensione della riscossione.

L’area riservata di Equitalia è accessibile con le stesse credenziali utilizzate per i servizi online dell’Agenzia delle entrate o dell’INPS, e operativa 24 ore su 24 tutti i giorni.

Ricapitoliamo le funzionalità possibili:

  • Controllo situazione: è possibile in qualunque momento controllare la propria situazione debitoria per cartelle e avvisi di pagamento e la presenza di eventuali procedure.
  • Rateizzazione: è possibile inviare una richiesta di rateizzazione del debito fino a 50 mila euro.
  • Sospensione: si può inoltrare la domanda di sospensione della riscossione, se si ritiene di non dovere pagare gli importi prima di effettuare verifiche.

 

Se hai dubbi sulla tua situazione debitoria con Equitalia, sappi che anche questo ente commette illeciti, spesso passati sotto silenzio. Verifica la tua situazione con D.I.C.I.E. - Dipartimento Europeo di Controllo Illeciti Equitalia, ente a garanzia DECIBA, a difesa dei contribuenti. Contattaci per qualsiasi informazione, su Facebook e presto sul nostro sito web www.dicie.it

 

 

Sono sempre più numerosi i contribuenti, privati e aziende, che si rivolgono a professionisti del settore per opporsi alle pretese dell’Agenzia delle Entrate e di Equitalia.

Le famigerate cartelle esattoriali, come gli avvisi di accertamento, possono essere impugnati e contestati e le sentenze di condanna nei confronti di Equitalia, dai tribunali di merito fino alla Cassazione, si moltiplicano.

Ma quali sono gli atti che un contribuente può impugnare e contestare?

  • avviso di accertamento;
  • avviso di liquidazione;
  • provvedimento che irroga le sanzioni;
  • ruolo e cartella di pagamento;
  • avviso di mora;
  • iscrizione di ipoteca sugli immobili e fermo di beni mobili registrati;
  • atti relativi alle operazioni catastali;
  • rifiuto espresso o tacito della restituzione di tributi e sanzioni;
  • revoca di agevolazioni;
  • rigetto di domande di definizione agevolata di rapporti tributari

Quali sono le motivazioni alla base delle contestazioni?

  • Difetto di notifica
  • Difetto di relata
  • Difetto di motivazione
  • Mancata o invalida firma del dirigente
  • Illeggibilità o assenza della data di notifica o di spedizione
  • Assenza del contenuto minimo ed essenziale
  • Condotta colpevole per pretese di pagamenti non esigibili
  • Mancato accesso agli atti
  • Applicazione di interessi usurari

È fondamentale rivolgersi a professionisti nell’ambito tributario per accertarsi della legittimità o meno delle pretese di Equitalia e per informarsi su quali siano le azioni possibili per tutelarsi.

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