La provocazione da parte di D.E.C.I.BA


"Le banche oramai fanno quasi pena, ogni giorno perdono in borsa e rimangono senza soldi, facciamo una colletta di 10 euro per ogni cittadino"

Ogni giorno l'argomento banche è sulla bocca di tutti: giornali, televisioni, Governo, il vero slogan del momento è diventato: “TUTTI INSIEME PER SALVAGUARDARE LE BANCHE”, parliamo della proposta di Renzi e del suo governo alla comunità Europea, dare respiro alle povere banche con qualche centinaio di Milioni di Euro.
Aggiungiamo qualche Legge a tutela delle banche "bail-in", qualora la banca si trovasse in difficoltà potranno prelevare direttamente denaro dei correntisti.
Di fatto si evitano così, pignoramenti lunghi e costosi, successivamente aggreghiamo una bella direttiva Europa 2014/17 e dopo 18 rate non pagate la banca potrà direttamente prelevare il vostro immobile. Perchè non rendere la vita facile alle banche?.
Le stesse hanno bisogno di aiuto, i governi, da tempo, hanno iniziato questa battaglia contro gli infami cittadini che ogni giorno speculano sulla banca, infatti nel 1992 il Governo Amato /Carli, dona l'organo di controllo alla nostra bella e amata BANKA ITALIA SPA con quote societarie a Gruppo Intesa e Unicredit. Ma evitiamo di fermarci qui, diamo un ulteriore rinforzo, mettiamo anche un'altro organo di controllo, la CONSOB, che dovrebbe controllare le operazioni finanziarie in borsa a tutela dei cittadini (grossa risata!), invece cosa fa? Lascia la libertà alle banche di dichiarare o meno il margine di rischio che le persone hanno nel comprare azioni, obbligazioni, obbligazioni subordinate... Ecco creata la ricetta vincente: “truffa Banca Etruria e Company”.

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Parliamo adesso di Europa: il BREXIT caso strano sta provocando gravi danni in borsa alle banche Europee, ma non era l'Inghilterra a dover fallire?

Ora il Governo Italiano chiede SOLDI PER LE BANCHE alla comunità Europa, e tutti noi dobbiamo dare il nostro contributo.

- E tutti gli artigiani che ogni giorno chiudono la loro attività?
- E tutti i pensionati che vivono con meno di 500 euro?
- E tutte quelle persone invalide che non possono pagare le medicine?
- E tutti quei ragazzi che appena laureati non trovano lavoro?

Semplice, legge di Darwin, il più forte sopravvive, gli altri o si adeguano o moriranno...

Non pensiamo e doniamo 10 euro per salvare le banche.

Noi pensiamo e agiamo affinché i banchieri che rubano vadino in galera, altro che aiuto.

 

 

 

 

D.E.C.I.BA. BANCHIERI IN GALERA

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Le società che si occupano di Illeciti bancari sono ormai tantissime, associazioni, sindacati, professionisti, OLTRE 400 in Italia secondo D.E.C.I.BA. Una guerra di business senza precedenti, professionisti che attaccano altri allo scopo di assicurarsi la clientela. L’Associazione D.E.C.I.BA viene spesso chiamata in causa per controllare il lavoro di altri “professionisti”.
Un caso recente di una perizia fatta dal Dott.Commercialista (Appena autorizzati dal cliente diffonderemo il nome) dove dichiarava oltre 70 mila euro da recuperare, il cliente non era convinto di tale cifra e ha chiesto una supervisione di tale perizia a D.E.C.IBA, le indagini svolte dall’associazione hanno fatto una chiara luce sui fatti, DECIBA, confrontando i risultati ricavati sia da parte del professionista e sia da parte del cliente è risultato, che il cliente, non possedeva i presupposti necessari per poter iniziare una causa contro la banca .

Ecco perché controllare la propia banca 

https://youtu.be/87DE14c4DEY

Il mondo delle perizie è discusso, e soggetto a valutazioni spesso troppo personali, non necessariamente esiste la malafede da parte del “professionista”, anzi, spesso è solo la scarsa preparazione all’argomento di quest’ultimo, purtroppo, ci sono anche professionisti che preferiscono cavalcare la parola TRUFFA per accaparrarsi i clienti.

In preparazione un documento dove chiaramente sarà espresso un elenco di professionisti affidabili, questa selezione è fatta oggettivamente su parametri incontestabili. Questo documento sarà disponibile a tutti. 

L’elenco dei professionisti, società, associazioni è molto vasto, sarà premura di D.E.C.I.BA analizzare il lavoro al fine di tutelare i clienti da eventuali venditori di “pentole”.

DECIBA BLOCCA PER USURA BANCARIA UN’ASTA GIUDIZIARIA 

https://youtu.be/odHis9NRoi8

Contattato ASSOCIAZIONE D.E.C.I.BA 

DECIBA
Email:Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Uff: 0521/241417 

Controllo Equitalia :
DICIE

Dopo il referendum dell'Inghilterra che ha deciso di uscire dall'unione e il nervosismo delle borse europee, piazza affari chiude 3 giorni in positivo, la crescita però è frenata dalle banche, i motivi sono molteplici e non staremo qui a spiegarli per non uscire fuori dal nostro vero tema, nella giornata di ieri 30/06 è arrivato un accordo tra l'Italia e l'Unione Europea, l'unione stanzierà 150 mld (miliardi) di euro come garanzia sulle banche italiane.

Precisiamo, l'unione non sta “regalando” soldi alle banche, ma ha istituito un fondo per 6 mesi in caso di rischio : Le garanzie pubbliche possono essere utilizzate dalle banche per facilitare il rifinanziamento sul mercato quando vi è un’improvvisa carenza di liquidità. Secondo le regole comunitarie, queste garanzie sono una eccezione alle regole sugli aiuti di Stato, e possono essere concesse solo alle banche solvibili. 

Qui la nota di Bruxelles dove si legge:  La commissione europea, ha autorizzato, in base alle regole sugli aiuti di Stato, l'introduzione di uno schema di garanzia per le banche italiane fino al 31 dicembre 2016. Lo schema copre misure di supporto alla liquidità in favore di banche solventi come misura precauzionale".

Adesso, non saltiamo subito a conclusioni affrettate: come si legge nella nota della commissione, è stato proprio il governo Renzi a chiedere un sostegno alle proprie banche IN CASO di bisogno!.

Come si legge nella nota, i 150 mld non dureranno per sempre, il fondo concordato con l'UE ha garanzia per sei mesi.

L'Italia "ha notificato questa misura per motivi precauzionali", ma "non ci sono aspettative che sopravvenga la necessità di usare questo schema". Inoltre, precisa la Commissione, "durante l'applicazione delle regole straordinarie per gli aiuti di Stato alle banche, la Commissione autorizza schemi di garanzia per un periodo di sei mesi per monitorare gli sviluppi e aggiustare le condizioni in base ad essi".

 

PARE PROPRIO UN'ALTRO FAVORE ALLE BANCHE.

 

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Immaginare Grillo che annuncia querele è paradossale, immaginare grillini in giacca e cravatta che incontrato dirigenti Gruppo Trilateral è impensabile. Il Movimento 5 stelle ha cambiato strada, i grillini, che fino a fino a ieri hanno appoggiato il comico si rivoltano contro. Ora i nemici di Grillo non sono il PD O IL PDL ma il suo stesso blog, cittadini, gente che ragiona che vede un comico che sta prendendo troppo potere. Ormai il risveglio della rete si è attivato, chissà se gli Anonymous daranno una strizzata al Blog di Grillo, sicuramente il blog spento qualche giorno darebbe un bel segnale alle tasche del comico e Company . 

L’invito a tutti i blog liberi è di fermare l’avanzamento del comico in rete, il cambio di rotta NO EURO SI EURO è pericoloso, la vecchia politica non può nulla, nessuna persona ragionevole vorrà un Partito gestito da un comico e una società commerciale che si occupa di influencer.

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Voglio dare spazio ad un’articolo molto interessate dal blog 

http://www.byoblu.com/post/notiziedalweb/un-golpe-a-5-stelle-lasse-di-maio-monti-commissione-trilaterale

Un Golpe a 5 Stelle? L’asse Di Maio-Monti-Commissione Trilaterale

Il giornalista Marco Gaiazzi ha parlato con fonti definite certe e testimoni oculari, i quali gli hanno raccontato una storia che confermerebbe quanto nei giorni scorsi si è reso evidente sui media di massa e sul blog di Grillo: il cambio di rotta dei vertici del Movimento 5 Stelle e il loro avvicinamento ai poteri forti, con l’intermediazione di Mario Monti, e l’abbandono del referendum sull’Euro, con la cancellazione e la riscrittura integrale in salsa europeista del famoso decimo punto del post “La Brexit spiegata facile”, relativo all’uscita dell’Italia dalla Ue, dove in una notte sparisce ogni riferimento all’Euro “come cappio da cui liberarsi” (sic!) e a un referendum italiano che prima era definito sacrosanto.


Ricordo che il Movimento 5 Stelle è nato come movimento di democrazia diretta, dove ogni decisione proviene dalla rete o è sottoposta al vaglio della stessa, e dove i giochi di potere e le trame oscure sono considerate alla stregua dell’alto tradimento.

Alla luce delle affermazioni contenute nell’articolo seguente, che inseriscono in una cornice ideale anche le dichiarazioni di Borrelli dei giorni scorsi, e i pubblici attestati di stima di Monti nei suoi confronti, e le allusioni di Romano Prodi, che su Repubblica afferma: “Marine Le Pen è stata la prima a capire i limiti di un populismo di parte, e ha ‘ucciso il padre’. In quel momento è diventata una potenziale presidente della Repubblica francese. In Italia sta succedendo la stessa cosa“, chiedo dunque ai diretti interessati, citati nell’articolo, e quindi a Luigi Di Maio in primis (che recentemente ha effettivamente partecipato a un pranzo con il direttore italiano della Commissione Trilaterale svoltosi all’istituto ISPI, “il più prestigioso think tank di politica internazionale del nostro Paese, diretto dal prof. Paolo Magri e che ha come presidente onorario Giorgio Napolitano“), se sono in grado di smentire categoricamente la ricostruzione seguente. (*)


CAMBIO DI ROTTA DEL MOVIMENTO 5 STELLE ECCO LE PROVE

 

Di Maio studia da premier e si prepara con Varoufakis e… Monti!
Che a inizio primavera il direttorio del 5 Stelle abbia incontrato Varoufakis è cosa nota. Altrettanto noto che a maggio Di Maio abbia partecipato ad una riunione a metà strada tra l’Ispi e la Trilateral. È arrivato il tempo di raccontare alcuni retroscena inediti che sono di sicuro interesse.

Parlando con fonti interne molto vicine ai vertici del Movimento sono venuto a conoscenza dei contenuti dell’incontro con l’ex ministro greco Varoufakis. Pare, anche se il condizionale è in questo caso solo una premura stilistica, che i 5 Stelle volessero avere un confronto aperto sui temi euro ed Europa parlando con uno che intorno a quel tavolo con Juncker, Merkel e company ci é stato per davvero.

Come è nato il ribaltone Cinque Stelle sul referendum sull’Euro
A quanto risulta, al netto delle critiche e delle perplessità che l’ex ministro ha ribadito al direttorio 5 stelle sull’Europa e su come è stata costruita, l’economista greco ha letteralmente lasciato a bocca aperta i suoi interlocutori.

Quando è stato il momento di parlare di Italia e di referendum sulla permanenza in Europa, di cui il movimento aveva iniziato a gettare le basi, Varoufakis ha gelato i suoi interlocutori. L’Ex Ministro alle Finanze avrebbe infatti escluso categoricamente l’ipotesi di una uscita dall’euro dell’Italia. E lo avrebbe fatto non su impressioni o chiacchiere da bar ma sulla base di attente e posate riflessioni micro e macro economiche. In sostanza Varoufakis avrebbe detto a Di Maio di scordarsi di uscire dalla moneta unica, opzione folle e autolesionista per l’economia italiana. Lo avrebbe insomma sconsigliato dal procedere con un referendum che porterebbe l’Italia all’autodistruzione.

Non c’è dubbio che sentir dire questo da un uomo che ha vissuto da protagonista uno dei momenti più difficili della storia sia greca che europea, proprio da chi per mesi è stato visto come un paladino della democrazia dei popoli contro la tecnocrazia europea ha lasciato sconcertati i suoi interlocutori. Sconcertati sicuramente, ma pare ne siano usciti anche convinti. È un fatto incontestabile che il Movimento ha cambiato idea in modo repentino ingranando la retromarcia sull’uscita dall’euro. E sembrerebbe la prova provata della ricostruzione che mi è stata raccontata. Ma non è finita.

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Il patto di Di Maio con Mario Monti e Trilateral
Ascoltato il pensiero dell’ex Ministro sulle cose da fare per cambiare l’Europa (Varoufakis non è mai stato favorevole alla Grexit benché su questo sia stata fatta, artatamente, una grande confusione), i vertici pentastellati avrebbero compreso, ben consigliati, l’importanza di iniziare a tessere dei rapporti solidi con le più alte sfere dell’establishment europeo, in modo da iniziare ad accreditarsi come interlocutore rispettato e rispettabile in vista di future trattative.

Sempre a quanto risulta dalle mie fonti, Luigi Di Maio avrebbe chiamato nientepopodimenoche… l’ex Presidente del Consiglio Mario Monti, che può vantare ottimi rapporti con i cosiddetti poteri forti europei. Di Maio, confidando sulla spiccata anti-renzianità di Monti (ricordiamo quando Renzi disse che il Professore di Varese farebbe fatica a prendere voti anche in una assemblea di condominio), ma soprattutto forte della convinzione di essere in pole position per succedere all’ex Sindaco di Firenze come Presidente del Consiglio alle prossime elezioni, avrebbe chiesto a Monti di intercedere per un incontro coi rappresentanti italiani della Trilatera Commission

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Per dare meno nell’occhio Monti avrebbe coinvolto il più rasserenante ISPI (rispettato think tank italiano) al fine di far incontrare Di Maio con la Trilateral in un contesto meno chiacchierato, che non ha comunque mancato di sollevare polemiche interne al movimento (ndr: erano presenti le stesse persone del vertice della Trilaterale a Roma, di qualche giorno prima, ove aveva moderato il presidente Rai Monica Maggioni).

 

E pare che l’ex rettore della Bocconi, pur di fare le scarpe a Renzi, sarebbe disposto, come già starebbe facendo, ad aiutare il Movimento di Grillo, con buona pace del “rigor Montis” con cui il comico appellava l’allora premier.

Se così fosse saremmo di fronte a una rinnovata battaglia tra guelfi e ghibellini, con le potentissime lobby che sostengono il Leopoldo minacciate dagli altrettanto forti poteri di cui il Bocconiano è ancora un significativo terminale.

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(*) Nota a margine: vorrei che fosse chiaro che, al di là del merito, è il metodo che nel Movimento 5 Stelle resta l’asse portante, in assenza del quale M5S si riduce a un partito qualunque. Il metodo prevede che i portavoce siano cittadini scelti per farsi tramite di decisioni prese in rete, e che dunque in nessun modo possano, attraverso lo sfruttamento della loro carica, mutare orientamento o prendere accordi con istituzioni, organizzazioni o persone che mutino nella sostanza o in parte gli orientamenti degli attivisti certificati, o che siano retenute sconvenienti per la loro storia politica o imprenditoriale rispetto alle battaglie condotto dal blog. Le strategie politiche non sono ammesse, in un movimento che fa della democrazia diretta il suo obiettivo, perché “strategia” fa necessariamente rima con opacità e con oligarchia (le strategie vengono decise e perseguite da pochi a discapito dei molti, altrimenti sarebbero inutili). Ne consegue che chi fa strategie utilizzando la sua posizione di privilegio, senza che tali decisioni siano state conferite dalla base attraverso referendum online, sta abusando del suo ruolo e tradendo i principi del Movimento sul quale ha preso i voti. Si può decidere qualunque cosa (la democrazia diretta è questa, e a volte può anche essere estrema), ma si deve decidere con meccanismo trasparente e a maggioranza assoluta. Il Movimento 5 Stelle, quando è nato e fino alle politiche del 2013, era questo. Io personalmente ritengo che debba essere riportato lì, senza strutture intermedie, senza accentramento di potere, senza far sì che pochi abbiano un potere superiore a quello dei molti. Il senso della mia critica è questo.

Claudio Messola

Aggiornamento: Il Movimento 5 Stelle, per tutta risposta, ha annunciato che mi querelerà. 

fonte: BYOBLU
A tuttii blog liberi,informate i grillini di questo cambio di rotta,sicuramente molti capiranno. 

 

Dalle banche bisogna difendersi con strumenti finanziari appropriati che vadano a tutela del risparmiatore bancario, strumenti per analizzare: anatocismo e usura nei rapporti bancari, questi strumenti li possiedono solo i professionisti in materia bancaria.

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Avere cultura in questo campo è indispensabile, oggi l'imprenditore deve necessariamente rivolgersi ad esperti nel campo, il commercialista o avvocato tradizionale non sono il più delle volte esperti in questo ambito, difficilmente noterebbero dei fatti o illeciti che un professionista noterebbe.

Rivolgersi a professionisti preparati è indispensabile, il gruppo D.E.C.I.BA ha raggiunto livelli molto elevati, attraverso una selezione molto ferrea ha deciso di portare avanti una politica di alta professionalità e competenza. Consulenti, Avvocati, Matematici sono scelti in base a competenze e moralità, il mercato del business del "diritto bancario " è diventato all'ordine del giorno, reti commerciali che propongono facili soluzioni a difficili competenze.

Che cosa è D.E.C.I.BA? D.E.C.I.BA. nasce come Associazione, un laboratorio di studio che ha l'intento di trovare soluzioni matematicamente e giuridicamente corrette al fine di ricevere l'adeguato risarcimento da parte della banca, per questo motivo ha deciso successivamente di aprire un reparto professionale denominato deciba.professional.it

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D.E.C.I.BA ha rivoluzionato l'informazione in questo campo, la pagina Facebook vanta oltre 41.000 persone, con video e articoli pubblicati nei vari blog che ci seguono, gli stessi video raggiungono milioni di visualizzazioni, possiamo dire tranquillamente che D.E.C.I.BA rappresenta un marchio di Garanzia e professionalità.

Lo staff è composto da varie figure, la selezione è ferrea, solamente dopo un'accertata preparazione è possibile avere la Garanzia DECIBA.

Il rischio maggiore è di rivolgersi a persone poco competenti che mettono a rischio aziende e famiglie, ogni cittadino ha il diritto di decidere il proprio professionista, meglio fare accertamenti prima di pagare qualsiasi consulenza o perizia econometrica.

D.E.C.I.BA. è lieta di informarvi che a settembre 2016 sarà una data importante, si annuncia l'uscita di I.A.D.E SOFTWARE, questo strumento tecnologico darà la possibilità di stabilire con precisione vari illeciti bancari.

Se avete l'intenzione di attivare un controllo su Mutui, Leasing, conto correnti , non vi resta che contattarci ai seguenti contatti:

e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

www.deciba.it

telefono uff: 0521/241417

 

Viterbo: Una ditta individuale con un conto corrente dal 1998 ha deciso per curiosità di far controllare il conto corrente, una situazione come tante in Italia, affidamento di Euro 20.000 (ventimilaeuro) sempre utilizzato per far fronte ai vari pagamenti della ditta. Molti utilizzano pagamento 30/60/90, questa modalità di pagamento da parte dei fornitori rende quasi obbligatorio un fido bancario. Nel 2014 si trova però in difficoltà, un grande cliente fallisce e la ditta si ritrova ad essere sotto senza possibilità di scampo, la banca si attiva per le segnalazioni in sofferenza e richiede l’immediato rientro di Euro 23.000 (ventitremila). Giovanni (imprenditore della ditta di Viterbo), inizialmente cerca una soluzione con il direttore della banca, lo stesso però gli riferisce che essendo stato messo in sofferenza (crif-cerved lo stato di sofferenza bancaria è quella banca dati dove se tardi un pagamento la banca ti segnala in questo circuito interbancario dove tutte le banche sanno la tua difficoltà) la sua e nessun'altra banca si renderà disponibile a riformulare il debito. Si crea cosi una stuazione di stallo per Giovanni, o inizia a pagare o inizia la procedura di pignoramento, l'imprenditore però possiede solo la casa di proprietà, nel caso non si trovasse una soluzione sarebbe subito scattato il pignoramento della stessa.
Aveva sentito parlare di anatocismo, ma senza darne una seria considerazione, a questo punto non aveva nulla da rimetterci. Tramite DECIBA attiva una preanalisi (modalità preventiva che stabilisce se la banca deve restituire il denaro ) il risultato è sconcertante, salta fuori che la banca deve restituire la somma di Euro 45.000.
Attiva una transazione e fortunatamente la banca accetta, successivamente il debito di 23.000 viene tolto e vengono aggiunti Euro 8.000 .
Sicuramente Giovanni, non diventerà ricco, ma intanto ha risolto una situazione senza apparente soluzione.

Ogni giorno le banche attivano transazioni per il maltolto, i dati istat stabiliscono che circa il 45% delle banche che effettuano degli illeciti attivano un negoziato al fine di non portare la banca in causa, vale la pena informarsi ed attivare un controllo adeguato.

 

Chissà, magari grazie a questo articolo un giorno andrete in vacanza anche voi con il risarcimento della banca.

Vi consigliamo D.E.C.I.BA
tel: 0521/241417 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Spesso arrivano ringraziamenti alla nostra redazione, questo è sicuramente il più originale!.

Un Bar con problematiche bancarie ha fatto controllare il proprio conto corrente a DECIBA  e ha deciso di divulgare a modo suo l’informazione. Mette un cartello e da informazioni a chi le chiede . 

Difficilmente grandi testate giornalistiche parlano di questo argomento, attraverso una rivoluzione popolare si potrebbe davvero cambiare le cose, alcune foto "particolari" che aprono la realtà a un mondo rivoluzionario che ha voglia di fare conoscere la possibilità di successo con le banche attraverso i nostri professionisti in campo bancario

NON SI ACCETTANO PAGAMENTI CON CARTE DI CREDITO NON SI ACCETTA L’ATTIVITA’ USURAIA DELLE BANCHE 

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Questa è la vera rivoluzione popolare, lo diciamo sempre, divulgate le informazioni, questo è il metodo più bello e sincero che fino ad oggi abbiamo visto, spesso la semplicità è più forte di articoli fatti da professori dove poco si comprendere. La nostra pubblicità avviene con i fatti e questi sono i nostri risultati.

IN MEZZO AI PANINI SI PARLA DI USURA BANCARIA 

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Proviamo ad immaginare se tutte le persone che hanno ottenuto risultati diffondessero ad amici, parenti o clienti quanto hanno ottenuto … SAREBBE LA RIVOLUZIONE ECONOMICA

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I dubbi sono sempre tanti, l’errore più grande è pensare che perizie e professionisti sono tutti uguali.

Informazioni DECIBA:  Uff 0521/241417 Mob 338/1063708 Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

Con la semplice visione di questo video molte persone hanno deciso di controllare il conto corrente e mutui 

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Garanzia e preparazione

Presidente D.E.C.I.BA Gaetano Vilnò .

Grazie a .I.A.D.E 3.O il nostro livello è aumentato vertiginosamente,uno staff preparato composto da Legali,matematici,esperti bancari ,pensare ad uno staff scientifico che ogni giorno lavora per migliorarsi nel rilevare illeciti bancari è straordinario . 

Controllate la vostra banca 

www.deciba.it 

Oggi tutti sanno che è possibile fare causa alla banca e rivolgersi ad esperti per una perizia econometrica del proprio mutuo. Più o meno tutti in Italia avranno sentito sempre più parlare di anatocismo bancario: con anatocismo bancario si intende un procedimento civile fatto contro una banca che ha applicato interessi maggiorati a un finanziamento (mutuo, leasing, prestito). Le banche, in pratica, sono solite richiedere “gli interessi sugli interessi” stipulati in sede di contratto. Questo ne causa una maggiorazione più o meno forte.
Per usura invece intendiamo il procedimento penale che si effettua nei confronti di una banca che ha applicato interessi usurari: si tratta quindi del superamento del tasso soglia stabilito dalla legge contestato in sede penale. Fare una causa contro una banca per usura e vincerla non è cosa semplice ed è per questo che si sente parlare molto più spesso di anatocismo. Anche se i due termini indicano sostanzialmente la stessa cosa e si differenziano unicamente sul piano penale e civile, in pochi hanno avuto la capacità di rendere “semplici” e “comprensibili” le conseguenze dell’usura bancaria. Sicuramente in pochissimi hanno invece capito in che modo l’usura influisce sull’economia di famiglie e aziende.
La stragrande maggioranza degli avvocati infatti ricorre a periti esperti di diritto bancario, i quali si occupano di redigere e vendere perizie econometriche talvolta abbastanza costose. Il legale però, se non è un esperto di diritto bancario e, soprattutto, se non ha affrontato in Tribunale altre decine di casi di questo tipo, non ha nemmeno l’esperienza necessaria per spiegare a un giudice per quale motivo l’usura ha determinato la morosità di una famiglia, il fallimento di un’azienda o, in generale, la mancata capacità di corrispondere le rate pattuite con la banca. Il legale non sarà quindi, nemmeno in grado di rispondere ai quesiti posti dal PM.

Tuttavia: se il cittadino riesce a dimostrare di esser stato vittima di usura e decidere eventualmente se affidarla a un professionista, riuscirà ad ottenere anche numerose agevolazioni. Questi aspetti però li esamineremo in un secondo momento. Per adesso ci focalizzeremo su cosa si intende per usura.

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Così come riportato dal sito di Deciba.it, la legge dice che lo dice:

“Si ha usura quando il corrispettivo di una prestazione in denaro consistente nella richiesta di interessi, spese e commissioni costituisce un costo totale finanziario estremamente esoso in relazione alla categoria della prestazione, all’entità della prestazione ed alle dinamiche finanziarie del mercato”. Si tratta perciò di un’applicazione sui finanziamenti – concessi dagli istituti di credito e dalle società finanziarie ai propri clienti – di tassi di interesse effettivi che, sommando il tasso nominale e tutti gli oneri relativi alla concessione del credito, superano il limite consentito dalla legge sull’usura, ovvero la Legge 108/1996 (e successive modifiche). Tale legge stabilisce infatti delle soglie (TEGM) oltre le quali gli interessi sono considerati usurari. Attualmente, i tetti stabiliti nel secondo trimestre 2015 da Bankitalia sono i seguenti: si va dal 8,13% dei mutui ipotecari a tasso variabile al 9,38% del tasso soglia per i mutui a tasso fisso. Per salvaguardarsi le banche hanno introdotto negli anni clausole di salvaguardia nei contratti stipulati con i clienti, determinandone eventuali interessi di mora e maggiorazioni, clausole con le quali le banche limitano il tasso massimo alla soglia stabilita. Questo porta quindi a non generalizzare e ad esaminare ogni singolo caso, facendo una verifica delle condizioni generali del proprio contratto e analizzando alcuni importanti fattori, come le spese relative alla gestione della pratica, le penali, istruttoria, perizia, incasso rata ed eventuali polizze obbligatorie, fattori che potrebbero far rivelare al contribuente di avere in mano dei finanziamenti che oltrepassavano il tasso soglia già al momento della stipula.
Ma in che modo un utente può verificare se è vittima di usura? Gaetano Vilnò, presidente di Deciba (Dipartimento europeo di controllo sugli illeciti bancari) ha preparato un video in cui da istruzioni, sia a cittadini che a professionisti del settore, in modo da distinguere 4 differenti casi di usura. Esamineremo la sua preziosa guida nel prossimo articolo.

qui riportati

Deciba: l’unica associazione ad aver fatto annullare aste giudiziarie

Questo video spiega tutto in modo semplice 

 

 

Ogni giorno le sentenze contro le Banche si moltiplicano,non parliamo delle transazioni,spesso la banca onde evitare di entrare in causa propone al cliente di chiudere la questione . 

Il male maggiore anche in questo campo è sempre l’informazione,gli utenti si ritrovano in un mare di operatori del settore e non sanno bene chi è bravo e chi no!

Inutile dire che è un lavoro specifico,dobbiamo rivolgerci sempre a professionisti competenti,assicuratevi dei risultati ottenuti e della loro storia professionale,questo potrà essere un’indicatore.
Trattate la materia con serietà,non è una compravendita di una bicicletta,le cause sono tali perché qualcuno decide in base ai documenti comprovanti la vostra ragione,detto questo un Giudice può decidere il contrario.
La banca vince per questo tipo di atteggiamento,le cause vinte non esistono,qualsiasi professionista dica il contrario non è serio. Solitamente chi vince sono quasi sempre gli stessi,non è un caso,un’atteggiamento prudente e serio porta molto spesso risultati. 

D.E.C.I.BA Associazione esperta nel campo della rilevazione anomalie bancarie assicura che attraverso un lavoro adeguato i risultati si ottengono . www.deciba.it Info 0521/241417 

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Ci sono casi eclanti di lite temeraria ,dove la banca vince clamorosamente,solitamente queste notizie come per magia prendono spazi importanti sui giornali nazionali,quando la Banca perde …silenzio assoluto . 

I casi di perdita clamorosa sono per clamorosi errori/orrori professionali,dove le perizie econometriche sono di pura fantasia e dove l’avvocato non è stato in grado di comprendere l’adeguata difesa ,semplice,lineare . 

Usciamo dal complottismo assoluto,scarsi professionisti che sbagliano,semplice .

L’intento della banche è creare confusione,dubbi,paure,solitamente questo stato psicologico fa bloccare le persone,nel dubbio non faccio nulla . 

Esiste una persona che tutti noi dobbiamo ringraziare,una persona che ha portato avanti fino al terzo grado di giudizio Italiano i suoi diritti,grazia a lui oggi possiamo vincere contro le banche ed avere la restituzione degli interessi in caso di superamento tasso soglia usura . 

Questo signore ha perso in primo grado ,non si è arreso,convito della sua ragione ha deciso di andare al secondo grado di giudizio (appello ) anche in questo caso ha perso … molti di noi non iniziano neanche il primo grado,questo signore ha detto … ARRIVO ALLA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE E VINCO . 

Leggi lo svolgimento del processo ed inizia a comprendere quanto l’informazione e la tenacia possono salvarci.

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE

SEZIONE I CIVILE

Sentenza 9 gennaio 2013, n. 350

Svolgimento del processo – Motivi della decisione

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1.- I.D. ha convenuto in giudizio la s.p.a. Intesa BCI lamentando che il tasso applicato al contratto di mutuo con garanzia ipotecaria stipulato il 19.9.1996 per l’acquisto della propria casa era da considerare usurario. Il Tribunale di Napoli ha rigettato la domanda volta a sentir accertare l’illegittimità della misura degli interessi stabiliti nel contratto di mutuo, in relazione alla rata di Euro 20.052,48 richiesta con lettera del 6.11.2001, sulla base della considerazione che, ai sensi della L. n. 108 del 1996, art. 2, per la determinazione degli interessi usurari i tassi effettivi globali medi rilevati dal Ministero del Tesoro ai sensi della citata legge devono essere aumentati della metà. Considerato che il D.M. 27 marzo 1998, emesso dal Ministero del Tesoro, prevedeva per la categoria dei mutui il tasso dell’8.29%, ha quindi, escluso che il tasso contrattualmente fissato potesse essere ritenuto usurario.

La Corte di appello, con la sentenza impugnata, ha confermato la decisione di primo grado evidenziando che i motivi posti a base dell’appello erano aspecifici rispetto alla motivazione della decisione del Tribunale. L’appellante si era limitato ad invocare apoditticamente la natura usuraria degli interessi pattuiti senza contestare i parametri adottati dal primo giudice per valutare la fondatezza della domanda e senza indicare, in concreto, le ragioni di fatto e di diritto idonee a ribaltare la decisione impugnata. Privi di rilevanza erano i riferimenti allo scopo per cui era stato stipulato il mutuo. Infine, la maggiorazione del 3% prevista per il caso di mora non poteva essere presa in considerazione, data la sua diversa natura, nella determinazione del tasso usurario. Da ultimo, ha ritenuto che le richieste istruttorie di ordinare ex art. 210 c.p.c., l’esibizione del carteggio intercorso tra le parti e di ctu contabile che quantificasse le differenze incassate in eccedenza dalla Banca fossero inammissibili per la loro genericità e per il carattere meramente esplorativo nonchè prive di attinenza con i motivi posti a base del gravame.

Inammissibili erano le deduzioni per la prima volta proposte nella comparsa conclusionale ove I.D. cercava di sopperire alle carenze del gravame, indicando, per la prima volta, i tassi, a suo dire applicati (e non quelli pattuiti rilevanti ai fini dell’azione proposta) ed il tasso soglia che riteneva superato.

I motivi, sul punto, non erano specifici.

2.- Contro la sentenza di appello parte attrice ha proposto ricorso per cassazione affidato a due motivi con i quali denuncia 1) vizio di motivazione e 2) violazione dell’art. 1421 c.c.

Resiste con controricorso la s.p.a. Italfondiario quale procuratore della s.r.l. Castello Finance in luogo della s.p.a. Intesa Gestione Crediti quale procuratore di Banca Intesa nonchè quale procuratore della s.p.a. Intesa Gestione Crediti quale procuratore di Banca Intesa.

3.1.- Il primo motivo, sub a), contiene riferimenti alla nullità della clausola determinativa degli interessi (con riferimento al tasso ABI) che risulta si proposta in primo grado ma, sebbene implicitamente disattesa dal Tribunale, non risulta specificamente (ma neppure genericamente) riproposta in appello (v. trascrizione dell’atto di appello alle pagg. 3 e 4 del ricorso).

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Si che la relativa censura è inammissibile.

Il profilo della censura relativo all’anatocismo ù che neppure è menzionato nella sentenza impugnata ù risulta dedotto in appello “in considerazione del fatto che con il piano di ammortamento la Banca ha di fatto applicato l’anatocismo vietato dalla legge” (v. trascrizione in ricorso, pag. 4).

Nel motivo di ricorso, invece, parte ricorrente lamenta che la banca “pretende interessi sugli interessi infrannuali come emerge dalle quietanze esibite”.

Trattasi di censura affatto nuova – oltre che generica – come tale inammissibile.

3.2.- Quanto al profilo sub b) (usurarietà dei tassi) va rilevato che parte ricorrente deduce che l’interesse pattuito (inizialmente fisso e poi variabile) era del 10.5%, in contrasto con quanto è previsto dal D.M. 27 marzo 1998, che indica il tasso praticabile per il mutuo nella misura dell’8.29%.

Tale tasso dovrebbe ritenersi usurario a norma della L. n. 108 del 1996, art. 1, comma 4, tanto più ove si consideri che fu richiesto per l’acquisto di un bene primario quale la casa di abitazione e che dovrebbe tenersi conto della prevista maggiorazione di 3 punti in caso di mora.

La censura sub b), nella parte in cui ripete l’assunto – già correttamente disatteso dalla Corte di merito – secondo cui la natura usuraria discenderebbe dalla finalità del mutuo, contratto per l’acquisto della propria casa, è infondata in quanto, ai sensi del nuovo testo dell’art. 644 c.p., comma 3, sono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge ovvero “gli interessi, anche se inferiori a tale limite, e gli altri vantaggi o compensi che, avuto riguardo alle concrete modalità del fatto e al tasso medio praticato per operazioni similari, risultano comunque sproporzionati rispetto alla prestazione di denaro o di altra utilità, ovvero all’opera di mediazione, quando chi li ha dati o promessi si trova in condizioni di difficoltà economica o finanziaria”.

E, a tale scopo, non è sufficiente dedurre che il mutuo è stato stipulato per l’acquisto di un’abitazione.

La stessa censura (sub b), invece, è fondata in relazione al tasso usurario perchè dalla trascrizione dell’atto di appello risulta che parte ricorrente aveva specificamente censurato il calcolo del tasso pattuito in raffronto con il tasso soglia senza tenere conto della maggiorazione di tre punti a titolo di mora, laddove, invece, ai fini dell’applicazione dell’art. 644 c.p., e dell’art. 1815 c.c., comma 2, si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui essi sono promessi o comunque convenuti, a qualunque titolo, quindi anche a titolo di interessi moratori (Corte cost. 25 febbraio 2002 n. 29: “il riferimento, contenuto nel D.L. n. 394 del 2000, art. 1, comma 1, agli interessi a qualunque titolo convenuti rende plausibile – senza necessità di specifica motivazione – l’assunto, del resto fatto proprio anche dal giudice di legittimità, secondo cui il tasso soglia riguarderebbe anche gli interessi moratori”; Cass., n. 5324/2003).

3.3.- Sulla censura sub c) (relativa al mancato accoglimento di istanze istruttorie) va ricordato che “il provvedimento di cui all’art. 210 cod. proc. civ. è espressione di una facoltà discrezionale rimessa al prudente apprezzamento del giudice di merito, che non è tenuto ad indicare le ragioni per le quali ritiene di avvalersi, o no, del relativo potere, il cui mancato esercizio non può, quindi, formare oggetto di ricorso per cassazione, neppure sotto il profilo del difetto di motivazione” (Sez. 2, Sentenza n. 22196 del 29/10/2010). Peraltro, l’esibizione a norma dell’art. 210 c.p.c., non può essere ordinata allorchè l’istante avrebbe potuto di propria iniziativa acquisire la documentazione in questione (Sez. 1, Sentenza n. 149 del 10/01/2003), come nella concreta fattispecie.

Il ricorrente, poi, nulla deduce in ordine alla decisività di tale mezzo istruttorio, anche in considerazione di ciò, che la domanda era limitata alla rata richiesta con lettera del 6.11.2001 e il cui importo risulta determinato in Euro 20.052,48, in relazione alla quale soltanto erano state formulate le conclusioni in primo grado e in appello (“la non debenza dell’importo reclamato dalla banca”).

4.- Quanto al secondo motivo, la censura è infondata, posto che, pur trattandosi di questione (di diritto) rilevabile d’ufficio (nullità della convenzione di interessi usurari), gli elementi in fatto sui quali la questione era fondata e, dunque, l’indicazione del tasso applicato contenuta (soltanto) nella comparsa conclusionale non poteva che essere ritenuta tardiva, tenuto conto della necessità che i motivi di appello, ex art. 342 c.p.c., siano specifici e che con la comparsa conclusionale non possono essere dedotte nuove circostanze di fatto che non siano state già dedotte con l’atto di appello.

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E’ vero, infatti, che la deduzione della nullità delle clausole che prevedono un tasso d’interesse usurario è rilevabile anche d’ufficio, non integrando gli estremi di un’eccezione in senso stretto, bensì una mera difesa, che può essere avanzata anche in appello, nonchè formulata in comparsa conclusionale, ma ciò a condizione che “sia fondata su elementi già acquisiti al giudizio” (Sez. 1, Sentenza n. 21080 del 28/10/2005).

5.- Infine, quanto alle difese della banca e alla reiterazione della questione di nullità dell’atto di citazione, va rilevato che non risulta impugnata con ricorso incidentale l’affermazione della sentenza della corte di merito (che la resistente ritiene erronea) circa la necessità di riproposizione della questione stessa con appello incidentale e la conseguente inammissibilità dell’eccezione.

Si che sul punto si è formato il giudicato interno.

Da ultimo, quanto all’asserita carenza di interesse ad agire dell’attrice in ordine alla proposta domanda di accertamento negativo, è appena il caso di evidenziare che l’interesse è sorto dalla richiesta rivolta dalla banca alla mutuataria. Richiesta che si assume relativa a somme non dovute, previa declaratoria di nullità della pattuizione di interessi che si assumono usurari.

6.- La sentenza impugnata deve essere cassata in relazione alla censura accolta (determinazione del tasso soglia comprensivo della maggiorazione per la mora) con rinvio alla Corte di appello di Napoli in diversa composizione per nuovo esame e per il regolamento delle spese.

P.Q.M.

La Corte rigetta il secondo motivo di ricorso, accoglie il primo nei sensi di cui in motivazione, cassa la sentenza impugnata in relazione alla censura accolta e rinvia per nuovo esame e per il regolamento delle spese alla Corte di appello di Napoli in diversa composizione.

 

Ogni giorno le sentenze contro le Banche si moltiplicano,non parliamo delle transazioni,spesso la banca onde evitare di entrare in causa propone al cliente di chiudere la questione . 

Il male maggiore anche in questo campo è sempre l’informazione,gli utenti si ritrovano in un mare di operatori del settore e non sanno bene chi è bravo e chi no!

Inutile dire che è un lavoro specifico,dobbiamo rivolgerci sempre a professionisti competenti,assicuratevi dei risultati ottenuti e della loro storia professionale,questo potrà essere un’indicatore.
Trattate la materia con serietà,non è una compravendita di una bicicletta,le cause sono tali perché qualcuno decide in base ai documenti comprovanti la vostra ragione,detto questo un Giudice può decidere il contrario.
La banca vince per questo tipo di atteggiamento,le cause vinte non esistono,qualsiasi professionista dica il contrario non è serio. Solitamente chi vince sono quasi sempre gli stessi,non è un caso,un’atteggiamento prudente e serio porta molto spesso risultati. 

D.E.C.I.BA Associazione esperta nel campo della rilevazione anomalie bancarie assicura che attraverso un lavoro adeguato i risultati si ottengono . www.deciba.it Info 0521/241417 

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Ci sono casi eclanti di lite temeraria ,dove la banca vince clamorosamente,solitamente queste notizie come per magia prendono spazi importanti sui giornali nazionali,quando la Banca perde …silenzio assoluto . 

I casi di perdita clamorosa sono per clamorosi errori/orrori professionali,dove le perizie econometriche sono di pura fantasia e dove l’avvocato non è stato in grado di comprendere l’adeguata difesa ,semplice,lineare . 

Usciamo dal complottismo assoluto,scarsi professionisti che sbagliano,semplice .

L’intento della banche è creare confusione,dubbi,paure,solitamente questo stato psicologico fa bloccare le persone,nel dubbio non faccio nulla . 

Esiste una persona che tutti noi dobbiamo ringraziare,una persona che ha portato avanti fino al terzo grado di giudizio Italiano i suoi diritti,grazia a lui oggi possiamo vincere contro le banche ed avere la restituzione degli interessi in caso di superamento tasso soglia usura . 

Questo signore ha perso in primo grado ,non si è arreso,convito della sua ragione ha deciso di andare al secondo grado di giudizio (appello ) anche in questo caso ha perso … molti di noi non iniziano neanche il primo grado,questo signore ha detto … ARRIVO ALLA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE E VINCO . 

Leggi lo svolgimento del processo ed inizia a comprendere quanto l’informazione e la tenacia possono salvarci.

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE

SEZIONE I CIVILE

Sentenza 9 gennaio 2013, n. 350

Svolgimento del processo – Motivi della decisione

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1.- I.D. ha convenuto in giudizio la s.p.a. Intesa BCI lamentando che il tasso applicato al contratto di mutuo con garanzia ipotecaria stipulato il 19.9.1996 per l’acquisto della propria casa era da considerare usurario. Il Tribunale di Napoli ha rigettato la domanda volta a sentir accertare l’illegittimità della misura degli interessi stabiliti nel contratto di mutuo, in relazione alla rata di Euro 20.052,48 richiesta con lettera del 6.11.2001, sulla base della considerazione che, ai sensi della L. n. 108 del 1996, art. 2, per la determinazione degli interessi usurari i tassi effettivi globali medi rilevati dal Ministero del Tesoro ai sensi della citata legge devono essere aumentati della metà. Considerato che il D.M. 27 marzo 1998, emesso dal Ministero del Tesoro, prevedeva per la categoria dei mutui il tasso dell’8.29%, ha quindi, escluso che il tasso contrattualmente fissato potesse essere ritenuto usurario.

La Corte di appello, con la sentenza impugnata, ha confermato la decisione di primo grado evidenziando che i motivi posti a base dell’appello erano aspecifici rispetto alla motivazione della decisione del Tribunale. L’appellante si era limitato ad invocare apoditticamente la natura usuraria degli interessi pattuiti senza contestare i parametri adottati dal primo giudice per valutare la fondatezza della domanda e senza indicare, in concreto, le ragioni di fatto e di diritto idonee a ribaltare la decisione impugnata. Privi di rilevanza erano i riferimenti allo scopo per cui era stato stipulato il mutuo. Infine, la maggiorazione del 3% prevista per il caso di mora non poteva essere presa in considerazione, data la sua diversa natura, nella determinazione del tasso usurario. Da ultimo, ha ritenuto che le richieste istruttorie di ordinare ex art. 210 c.p.c., l’esibizione del carteggio intercorso tra le parti e di ctu contabile che quantificasse le differenze incassate in eccedenza dalla Banca fossero inammissibili per la loro genericità e per il carattere meramente esplorativo nonchè prive di attinenza con i motivi posti a base del gravame.

Inammissibili erano le deduzioni per la prima volta proposte nella comparsa conclusionale ove I.D. cercava di sopperire alle carenze del gravame, indicando, per la prima volta, i tassi, a suo dire applicati (e non quelli pattuiti rilevanti ai fini dell’azione proposta) ed il tasso soglia che riteneva superato.

I motivi, sul punto, non erano specifici.

2.- Contro la sentenza di appello parte attrice ha proposto ricorso per cassazione affidato a due motivi con i quali denuncia 1) vizio di motivazione e 2) violazione dell’art. 1421 c.c.

Resiste con controricorso la s.p.a. Italfondiario quale procuratore della s.r.l. Castello Finance in luogo della s.p.a. Intesa Gestione Crediti quale procuratore di Banca Intesa nonchè quale procuratore della s.p.a. Intesa Gestione Crediti quale procuratore di Banca Intesa.

3.1.- Il primo motivo, sub a), contiene riferimenti alla nullità della clausola determinativa degli interessi (con riferimento al tasso ABI) che risulta si proposta in primo grado ma, sebbene implicitamente disattesa dal Tribunale, non risulta specificamente (ma neppure genericamente) riproposta in appello (v. trascrizione dell’atto di appello alle pagg. 3 e 4 del ricorso).

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Si che la relativa censura è inammissibile.

Il profilo della censura relativo all’anatocismo ù che neppure è menzionato nella sentenza impugnata ù risulta dedotto in appello “in considerazione del fatto che con il piano di ammortamento la Banca ha di fatto applicato l’anatocismo vietato dalla legge” (v. trascrizione in ricorso, pag. 4).

Nel motivo di ricorso, invece, parte ricorrente lamenta che la banca “pretende interessi sugli interessi infrannuali come emerge dalle quietanze esibite”.

Trattasi di censura affatto nuova – oltre che generica – come tale inammissibile.

3.2.- Quanto al profilo sub b) (usurarietà dei tassi) va rilevato che parte ricorrente deduce che l’interesse pattuito (inizialmente fisso e poi variabile) era del 10.5%, in contrasto con quanto è previsto dal D.M. 27 marzo 1998, che indica il tasso praticabile per il mutuo nella misura dell’8.29%.

Tale tasso dovrebbe ritenersi usurario a norma della L. n. 108 del 1996, art. 1, comma 4, tanto più ove si consideri che fu richiesto per l’acquisto di un bene primario quale la casa di abitazione e che dovrebbe tenersi conto della prevista maggiorazione di 3 punti in caso di mora.

La censura sub b), nella parte in cui ripete l’assunto – già correttamente disatteso dalla Corte di merito – secondo cui la natura usuraria discenderebbe dalla finalità del mutuo, contratto per l’acquisto della propria casa, è infondata in quanto, ai sensi del nuovo testo dell’art. 644 c.p., comma 3, sono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge ovvero “gli interessi, anche se inferiori a tale limite, e gli altri vantaggi o compensi che, avuto riguardo alle concrete modalità del fatto e al tasso medio praticato per operazioni similari, risultano comunque sproporzionati rispetto alla prestazione di denaro o di altra utilità, ovvero all’opera di mediazione, quando chi li ha dati o promessi si trova in condizioni di difficoltà economica o finanziaria”.

E, a tale scopo, non è sufficiente dedurre che il mutuo è stato stipulato per l’acquisto di un’abitazione.

La stessa censura (sub b), invece, è fondata in relazione al tasso usurario perchè dalla trascrizione dell’atto di appello risulta che parte ricorrente aveva specificamente censurato il calcolo del tasso pattuito in raffronto con il tasso soglia senza tenere conto della maggiorazione di tre punti a titolo di mora, laddove, invece, ai fini dell’applicazione dell’art. 644 c.p., e dell’art. 1815 c.c., comma 2, si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui essi sono promessi o comunque convenuti, a qualunque titolo, quindi anche a titolo di interessi moratori (Corte cost. 25 febbraio 2002 n. 29: “il riferimento, contenuto nel D.L. n. 394 del 2000, art. 1, comma 1, agli interessi a qualunque titolo convenuti rende plausibile – senza necessità di specifica motivazione – l’assunto, del resto fatto proprio anche dal giudice di legittimità, secondo cui il tasso soglia riguarderebbe anche gli interessi moratori”; Cass., n. 5324/2003).

3.3.- Sulla censura sub c) (relativa al mancato accoglimento di istanze istruttorie) va ricordato che “il provvedimento di cui all’art. 210 cod. proc. civ. è espressione di una facoltà discrezionale rimessa al prudente apprezzamento del giudice di merito, che non è tenuto ad indicare le ragioni per le quali ritiene di avvalersi, o no, del relativo potere, il cui mancato esercizio non può, quindi, formare oggetto di ricorso per cassazione, neppure sotto il profilo del difetto di motivazione” (Sez. 2, Sentenza n. 22196 del 29/10/2010). Peraltro, l’esibizione a norma dell’art. 210 c.p.c., non può essere ordinata allorchè l’istante avrebbe potuto di propria iniziativa acquisire la documentazione in questione (Sez. 1, Sentenza n. 149 del 10/01/2003), come nella concreta fattispecie.

Il ricorrente, poi, nulla deduce in ordine alla decisività di tale mezzo istruttorio, anche in considerazione di ciò, che la domanda era limitata alla rata richiesta con lettera del 6.11.2001 e il cui importo risulta determinato in Euro 20.052,48, in relazione alla quale soltanto erano state formulate le conclusioni in primo grado e in appello (“la non debenza dell’importo reclamato dalla banca”).

4.- Quanto al secondo motivo, la censura è infondata, posto che, pur trattandosi di questione (di diritto) rilevabile d’ufficio (nullità della convenzione di interessi usurari), gli elementi in fatto sui quali la questione era fondata e, dunque, l’indicazione del tasso applicato contenuta (soltanto) nella comparsa conclusionale non poteva che essere ritenuta tardiva, tenuto conto della necessità che i motivi di appello, ex art. 342 c.p.c., siano specifici e che con la comparsa conclusionale non possono essere dedotte nuove circostanze di fatto che non siano state già dedotte con l’atto di appello.

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E’ vero, infatti, che la deduzione della nullità delle clausole che prevedono un tasso d’interesse usurario è rilevabile anche d’ufficio, non integrando gli estremi di un’eccezione in senso stretto, bensì una mera difesa, che può essere avanzata anche in appello, nonchè formulata in comparsa conclusionale, ma ciò a condizione che “sia fondata su elementi già acquisiti al giudizio” (Sez. 1, Sentenza n. 21080 del 28/10/2005).

5.- Infine, quanto alle difese della banca e alla reiterazione della questione di nullità dell’atto di citazione, va rilevato che non risulta impugnata con ricorso incidentale l’affermazione della sentenza della corte di merito (che la resistente ritiene erronea) circa la necessità di riproposizione della questione stessa con appello incidentale e la conseguente inammissibilità dell’eccezione.

Si che sul punto si è formato il giudicato interno.

Da ultimo, quanto all’asserita carenza di interesse ad agire dell’attrice in ordine alla proposta domanda di accertamento negativo, è appena il caso di evidenziare che l’interesse è sorto dalla richiesta rivolta dalla banca alla mutuataria. Richiesta che si assume relativa a somme non dovute, previa declaratoria di nullità della pattuizione di interessi che si assumono usurari.

6.- La sentenza impugnata deve essere cassata in relazione alla censura accolta (determinazione del tasso soglia comprensivo della maggiorazione per la mora) con rinvio alla Corte di appello di Napoli in diversa composizione per nuovo esame e per il regolamento delle spese.

P.Q.M.

La Corte rigetta il secondo motivo di ricorso, accoglie il primo nei sensi di cui in motivazione, cassa la sentenza impugnata in relazione alla censura accolta e rinvia per nuovo esame e per il regolamento delle spese alla Corte di appello di Napoli in diversa composizione.

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