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Secondo gli ultimi dati rilevati sono 396 le aziende che chiudono le proprie saracinesche per usura bancaria ogni giorno ( dati del mese di maggio 2016); per quanto tempo ancora dobbiamo subire i torti di questi usurai?

L'associazione DECIBA sin dalla sua nascita ha avuto l'obbiettivo e l'etica morale di sconfiggere questa stretta morsa di illeciti bancari che ogni giorno affogano il nostro made in italy.

L'usura è un problema che l'Italia si porta dietro da molto tempo, negli ultimi anni sono nate tantissime associazioni contro gli illeciti bancari, alcune con lo scopo di truffare i poveri clienti che non solo si vedono rubare soldi dalle banche, ma sono costretti a pagare falsi professionisti che non sono in grado di calcolare neanche un mutuo bancario.

Tramite un'accurata stima, quasi l'ottanta percento dei mutui non sono a norma di legge, questo provoca dei tassi di interesse elevati, rendendo così un insopportabile situazione economica da parte delle aziende italiane e anche dei privati.

Secondo le stime di maggio 2016, la situazione più grave si trova in Campania, precisamente nella zona napoletana, pare proprio che le povere imprese meridionali, infatti, rischiano la chiusura dei propri conti correnti bancari.

Il meridione dunque, si vede costretto a fare un passo indietro, dato che l'apertura di credito ormai è destinata a pochi soggetti, e quei poveri imprenditori che non possono accedere ad un credito bancario, fanno ricorso al credito all'interno della famiglia. Un viaggio nel tempo dell'Italia degli anni '50, tutto per colpa degli usurai.

L'usuraio oggi è il professionista con il colletto bianco, che promette l'illegalità degli atti estorsivi.

L'associazione DECIBA chiede un'intervento giuridico, che metta per la prima volta in ginocchio gli usurai bancari, non possono sempre farla franca, l'Italia ha bisogno delle imprese di piccola produzione, l'economia italiana è basata proprio sulle pmi, nel nostro sistema giuridico manca una normativa antiusura, che spenga definitivamente questo calvario.

L'innovazione che chiediamo sta prima di tutto in una forma reale di prevenzione del sistema usuraio, poi nel finanziamento di quelle imprese alle quali le banche rifiutano il credito, per restituire loro la dignita' e reimmetterle nel circuito dinamico del mercato. Infine sono necessarie modifiche alla legge bancaria per quanto riguarda le Centrali rischi e le Criff, che diventano delle vere e proprie pistole alla tempia degli imprenditori.

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Marco Vagnozzi è l’attuale Presidente del Comune di Parma,città grillina travagliata da polemiche,denunce ,indagini,ma sarà un complotto globale contro il “IL PIZZA” oppure il gruppetto di Parma è furbetto ? 

Marco Vagnozzi è un personaggio che abbiamo gia scoperto qualche tempo fa,

http://www.parmatoday.it/politica/gaetano-vilno-attacca-marco-vagnozzi.html

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Dove l’attuale Presidente DECIBA denuncio il Gruppo Emiliano come opportunità e privo di buone intenzioni ,(Giovanni Favia ,Francesceschina,Federico Pizzicotti,Vagnozzi,successivamente tutti sbattuti fuori dal movimento) ci sono intere interviste dove dichiarano la male fede politica del “PIZZA” e di Marco Vagnozzi . Il Vagnozzi è visto come la mente,abbiamo avuto occasione di sentirlo e conoscerlo a nostro parere sembra un politicante di vecchio stampo . Pare faccia il consulente di ARPA con 3 mila euro di stipendio più lo stipendio di Presidente del Comune e la sua Compagna a qualche agevolazione strana che sta portando ad una denuncia ed eventuale indagine .

IL VIDEO SEGRETO 

 

Noi oltre 2 anni fa abbiamo scritto tutto ciò che sarebbe successo 

http://www.movimentorevolution.it/?p=1773

Non siamo maghi ,semplicemente conosciamo,questa immagine l’abbino diffusa oltre 2 anni fa . 

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MNC: “La compagna di Vagnozzi viene rinnovata PO quando è in maternità. Le danno 15.000 euro in più, ma è a casa dal lavoro”. Guarda il VIDEO della confessione di due dipendenti!

“Oggi parliamo del Presidente del Consiglio comunale di Parma, Marco Vagnozzi, e della sua compagna e dipendente comunale Michela Morini” esordisce Filippo Greci, presidente dei Nuovi Consumatori, nella conferenza stampa di questa mattina.

“Quella di oggi sarà la prima di una serie di interviste nelle quali renderemo noti video e testimonianze dirette sulla gestione del Comune di Parma, perchè è ora che i cittadini sappiano da chi sono governati, dopo anni di pessima amministrazione e di inciuci. A settembre parleremo del vicesindaco Paci per una vicenda legata ad un minorenne sottratto ad una scuola, ad ottobre toccherà all’assessore Ferretti” anticipa Greci. “Oltre a tutti i documenti a supporto di quanto esporremo, rendiamo pubblico un estratto di un video-confessione di alcuni dipendenti comunali (consenzienti alle riprese e appositamente schermati). Tale video, in realtà, dura 45 minuti e rivela tante cose ma la versione integrale non possiamo renderla nota e la forniremo alla Procura”.

“Andiamo per ordine. Una Posizione Organizzativa PO all’interno di un Comune è un incarico temporaneo di contenuto tecnico-gestionale o direttivo, che comporta una responsabilità di risultati relativi a processi amministrativi e il coordinamento di un gruppo di lavoro, a fronte di un lavoro effettivamente svolto. Michela Morini, la compagna del Presidente del Consiglio comunale Marco Vagnozzi, è stata nominata posizione organizzativa ai Tributi nel marzo 2015. La prima cosa che balza all’occhio alla lettura del suo curriculum vitae è che la Morini non aveva nessun titolo professionale per ricoprire quell’incarico ai tributi: è laureata in Chimica delle tecnologie farmaceutiche, si è occupata di ambiente e commercio. Mai di tributi. Ciononostante è stata nominata PO e quindi le è stato riconosciuto un compenso aggiuntivo di 15.000 euro, arrivando così a percepire 45.000 euro all’anno. Ma al di là che non avesse i titoli” prosegue Greci “è stata nominata PO in un settore delicatissimo, quello dei Tributi (non per nulla il più retribuito), che dovrebbe controllare, tra l’altro, i riversamenti che Parma Gestione Entrate eroga al Comune di Parma.”

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“Dopo un anno, nel marzo 2016 scadeva la PO della Morini” continua Greci. “Il 1 aprile 2016 le è stata rinnovata PO (leggi), sebbene fosse già in aspettativa obbligatoria per maternità avendo partorito il 18 marzo 2016 il figlio di Vagnozzi (leggi).

Ma perchè è stata rinnovata la posizione organizzativa a chi non poteva organizzare, coordinare, controllare visto che si trova a casa maternità? E pensare che nella relazione di Price Waterhouse Cooper su PGE una delle principali criticità evidenziate è proprio il deficitario controllo del Comune su questa società partecipata i cui ex vertici, come noto, sono stati destinatari di avvisi di garanzia per peculato, usura e falso ideologico.”

“Non c’era alcun obbligo del Comune di rinnovare la PO alla Morini. La sentenza della Corte di Cassazione n.14472 del 10/07/2015 stabilisce che il rinnovo di una PO arrivata a naturale è una mera e discrezionale facoltà della Pubblica Amministrazione (leggi sentenza). Ed infatti, guardacaso, ad altre due donne entrate in maternità il Comune di Parma non ha rinnovato la PO, i cui nomi non li rendiamo noti oggi ma li comunicheremo alla Procura” specifica Greci. “Le posizioni organizzative sono firmate dai dirigenti, certo, ma nel video si capisce bene (a maggior ragione nella parte che daremo alla Procura) che è stato il Presidente del Consiglio comunale Vagnozzi ad ispirare il dirigente.” Il dipendente ripreso dichiara che durante la sua attività in Comune si è dovuto arrabbiare perchè non vuole gli sia ventilato il nome di chi deve nominare nelle PO.

“I dipendenti comunali hanno accettato di fare questa confessione si sono tutelati da un possibile coinvolgimento penale e/o contabile” precisa Greci che si appella a tutti i dirigenti comunali: “Non venite da me, ma andate alla Guardia di Finanza a denunciare questi amministratori, non abbiate paura dei ricatti che vi vengono fatti come dimostreremo con altri video nei prossimi mesi.”

Greci poi rivolge alcune domande all’Amministrazione comunale:

“1) Se la dottoressa Morini non fosse stata la compagna di Vagnozzi e madre di suo figlio avrebbe avuto lo stesso avanzamento di carriera in PO senza averne i titoli e l’esperienza con i conseguenti benefici?

2) E’ giusto che le risorse pubbliche della collettività siano gestite in questo modo? E’ questo il senso di responsabilità verso la cosa pubblica dei 5 Stelle?

3) E’ legale la retribuzione di un’indennità di funzione speciale per un lavoro che non può svolgere?

4) Pizzarotti non sapeva nulla di questo privilegio concesso alla compagna del suo amico stellato Vagnozzi?

5) Neppure uno dei consiglieri seduti numerosi in Consiglio comunale era al corrente di tutto ciò?

Domani depositeremo una denuncia in Procura per gli aspetti penalmente rilevanti e alla Corte dei Conti sulla vicenda, allegando tutta la documentazione cartaceo e video. Chiediamo anche le dimissioni di Vagnozzi.”

Fonte:

http://www.alicenonlosa.it/262848/mnc-la-compagna-di-vagnozzi-viene-rinnovata-po-quando-e-in-maternita-le-danno-15-000-euro-in-piu-ma-e-a-casa-dal-lavoro-guarda-il-video-della-confessione-di-due-dipendenti-la-replica-di-vagnozz/

La politica fa gola a molti,benefici,visibilità,potere,elementi che da sempre hanno contribuito a deviare quelle buone intenzioni che probabilmente le persone hanno ,il Movimento 5 stelle dovrà fare necessariamente un cambio di rotta,avere persone a caso non è più possibile,necessita preparazione,onestà,coerenza

Notificata una cartella è da oltre UN MILIONE di euro. Imposto il limite per l’uso dei contanti…ma viene allegato il bollettino postale prestampato. 

 

La cifra è altissima: 1.127.132 euro e 75 centesimi. E' quanto ha chiesto Equitalia a M.L., quarantasettenne libero professionista, il cui reddito non raggiunge neppure i trentamila euro annui. Alla vista della cartella pensava di aver letto male. Poi, controllata la cifra ed i dati anagrafici, è scoppiato in una sonora risata, tra il divertito e l'isterico.

In effetti tra le numerose cartelle inviate dall'ente di riscossione questa le supera tutte perché, oltre alla somma esorbitante, l'invito a pagare era accompagnato non solo dalla pretesa di un versamento entro cinque giorni dalla ricezione, ma addirittura da un bollettino postale prestampato. Come se si potesse legalmente pagare in contanti presso un qualsiasi ufficio postale una cifra del genere. Il contribuente, a quel punto, tra l'infuriato e l'incredulo, ha consultato il proprio commercialista a cui ha affidato l'onere di ottenere una risposta da Equitalia: «Fortunatamente non sono un tipo impressionabile - ha dichiarato M.L. - né soffro di cuore. E sono del tutto sicuro che si tratti di un macroscopico errore. Anche perché se possedessi una cifra del genere non starei certo qui a continuare a lavorare. Ma mi chiedo se chi ha inviato quella cartella si sia reso conto di cosa stesse facendo. Se fosse giunta ad un anziano magari con problemi di cuore? Ora attendo una risposta da Equitalia».

Risposta che non si è fatta attendere. «Equitalia precisa - è scritto in una nota - che non c’è stato alcun errore nei confronti del signor M.L. che lamenta di avere ricevuto da parte dell’ente di riscossione una richiesta per 1.127.132 euro e 75 centesimi. Equitalia, nel caso specifico, gli ha recapitato un avviso di intimazione con l’elenco di diversi atti che, nonostante fossero già stati regolarmente notificati al contribuente precedentemente, non sono stati mai pagati». E ancora: «Si ricorda che l’avviso di intimazione - scrive Equitalia  - è un atto previsto dalla legge che consente al debitore, che non ha pagato le cartelle nei termini, di avere ancora cinque giorni di tempo per effettuare il versamento di quanto dovuto  o  di richiedere la rateizzazione delle somme iscritte a ruolo prima dell’avvio delle procedure coattive di riscossione».

Insomma secondo Equitalia il cittadino negli anni non ha effettuato numerosi pagamenti e alla fine si sono accumulati, e si deduce, tra multe e interessi si è raggiunta la cifra «esatta» di oltre un milione di euro.


Equitalia, però, nulla dice su come il cittadino, al di là delle sue responsabilità, potrebbe mai pagare un bollettino postale di quell'importo dimostrando ancora una volta quanta strada ci sia da fare in Italia nella lotta alla burocrazia e alla miope applicazione di norme che a volte sembrano inapplicabili.

E voi che ne pensate? 

Per un controllo sulle vostre posizioni Equitalia o per avere solo delle delucidazioni non esitate a contattarci:

D.I.C.I.E. - DIPARTIMENTO ITALIANO CONTROLLO ILLECITI EQUITALIA

E-MailQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Telefono : 0422 456003 

Mob: 349 9480562

Fax: 0422 451267

 

Sicuramente gli Arabi i numeri li conoscono, i ragionamenti loro li sanno fare, l'evoluzione economica potrebbe portare a copiare chi ha successo e specula molto meno di noi Europei.

L'invito è quello di leggere tutto fino all fine, per capire il meccanismo economico finanziario.

Interpellata l'associazione DECIBA :

www.deciba.it

Andiamo nel pratico, un mutuo di 30 anni costa al cliente quasi il doppio, il modello Islamico è completamente diverso, si paga una commissione iniziale e poi si restituisce il denaro, semplice, verificabile, possibile per tutti, il risparmio finale sarebbe di oltre il 70% . Un modello facile che andrebbe a togliere quei miliardi che le banche speculano annualmente.

Il tema è stato affrontato nei giorni scorsi da un workshop promosso dallo studio legale Nctm, al quale hanno partecipato Vincenzo Amendola, sottosegretario agli Esteri, Stefano Loconte, avvocato consulente della Commissione Finanza della Camera dei Deputati, Maria Alessandra Freni, della Banca d'Italia,Stefano Padovani, dello studio Nctm, Marco Causi, deputato PD in Commissione Finanze , e Franco Carraro, Forza Italia, vice presidente della Commissione Finanze del Senato. 
L'interesse dei paesi musulmani con eccedenza di capitali a investire in Europa è rafforzato dalla particolare fase economica che vivono gli esportatori di petrolio, colpiti da un prolungato declino del prezzo del greggio, le cui cause strutturali, al di là della guerra al ribasso scatenata dall'Arabia saudita in funzione anti-Iran, sono destinate a durare: da qui l'esigenza di diversificare le economie dei paesi produttori verso il settore dei servizi e l'interesse ad investimenti nel medio e lungo periodo, diversificando anche geograficamente i propri investimenti.

D'altra parte, la finanza islamica cresce ad un ritmo del 20% annuo e i capitali che movimenta hanno superato i 2.000 miliardi di dollari.

La finanza islamica segue regole sue specifiche, richiedendo - almeno teoricamente - un forte legame con le attività produttive e l'economia reale. La speculazione dovrebbe dunque essere bandita, partendo dal presupposto che "non si può vendere ciò che non si possiede". L'investimento deve perciò avere un qualche legame, più o meno diretto, con una sottostante realtà imprenditoriale e il profitto deve configurarsi come partecipazione al rischio d'impresa. Un esempio, derivante dallo strumento contrattuale denominato Muharaba. Se una banca islamica deve finanziare la compravendita di un immobile, non eroga un mutuo ma acquista il bene e lo rivende al compratore finale ad un prezzo maggiorato, cedendo subito l'utilizzo del bene e rateizzando il pagamento del corrispettivo. Il profitto della banca è legato alla triangolazione del trasferimento del bene e al relativo surplustra le due transazioni, e non alla determinazione di un interesse sul capitale. Come è stato evidenziato nel convegno, questo crea problemi a fronte della normativa fiscale italiana, ad esempio l'acquirente finale dell'immobile si troverebbe a dover giustificare un prezzo d'acquisto superiore al valore di mercato perché inclusivo di fatto di quelli che, dal punto di vista di un normale mutuo, sarebbero gli interessi sul capitale prestato.
In realtà, è stato sottolineato nel convegno, gli aggiustamenti alla normativa italiana non sarebbero di difficile realizzazione è stata infatti ricordata una presa di posizione della Consob che nel 2014 ha giudicato la finanza islamica "non incompatibile con la disciplina italiana dei mercati finanziari in quanto poggia su un insieme di regole oggettive che prescindono dalla connotazione etica o religiosa". Anche il Codice Civile (art. 1322) consente di concludere contratti atipici, a condizione che "siano diretti a realizzare interessi meritevoli di tutela secondo l'ordinamento giuridico".

Insomma, le condizioni per rendere possibile la finanza islamica anche in Italia esistono, tanto che se ne sta occupando un gruppo di lavoro della Commissione Finanza della Camera dei Deputati.

Dal convegno è anche emersa la proposta dell'emissione di titoli di Stato secondo le regole della finanza islamica: si tratterebbe di un'operazione di cartolarizzazione da parte del patrimonio immobiliare, che assumerebbe le caratteristiche del sukuk, i cosiddetti bond islamici. Data la proibizione degli interessi, le obbligazioni devono infatti assumere la forma di co-partecipazione alla proprietà di asset tangibili. E nell'ipotesi proposta, questi asset sarebbero immobili di proprietà statale, comprati e rivenduti da una società costituita ad hoc, le cui quote di partecipazione sarebbero acquistate dagli investitori.

 

La società I.A.D.E SOFTWARE in collaborazione con i migliori professionisti italiani, selezionati in tutto il territorio nazionale da D.E.C.I.BA, annuncia la presentazione del nuovo software,unico nel suo genere. 
Una capacità matematica fenomenale, uno strumento in grado di valutare ogni contratto bancario esistente e rilevarne eventuali illeciti.
La data è ufficiale I.A.D.E. sarà rilasciato a settembre 2016, la presentazione sarà pubblica. 
Per ora il software tanto atteso è nella sua fase finale dei test, ormai è certo che I.A.D.E 3.0 prenderà il posto di I.A.D.E 2.0, il calcolatore evoluto in molte funzioni, la precisione e rapporto legale, sarà la forza del software.

La società I.A.D.E. in collaborazione con Financialsolution ha concesso all'Associazione DECIBA (garante del software) di testarlo, al fine di accertarsi dell'effettiva precisione.

Fino alla fine di Agosto 2016 sarà possibile attivare una pre-analisi gratuita del proprio contratto sia di mutuo che di leasing, l'offerta è valida solo per privati cittadini.

Queste le regole per accedere al controllo, si necessita:

-FILE UNICO IN PDF

-ATTO NOTARILE (COMPLETO)

-DOCUMENTO DI SINTESI

-PIANO AMMORTAMENTO (SE DISPONIBILE )

-RIFERIMENTI PERSONALI

-CONTATTO TELEFONICO

DECIBA ASSICURA UNA RISPOSTA ENTRO CIRCA 10 GIORNI DALLA SPEDIZIONE DEI DOCUMENTI.

QUESTI SONO I PARAMENTRI PER AVERE LA VISIONE GRATUITA DEL FINANZIAMENTO .

In base al risultato ottenuto verrà rilasciato un preventivo di eventuali costi da affrontare per attivare la richiesta di risarcimento del danno.

Di seguito i contatti:

Financialsolutionsrl

Tel : 0521/241417 fax 0521484700
Viale Barilla n° 21 cap 43121 Parma
email : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

In collaborazione con
ASSOCIAZIONE

WWW.DECIBA.IT

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Secondo la nostra Costituzione, lo Stato, come emanazione politica del popolo, ha il potere e il dovere costituzionale di esercitare la sovranità politica e monetaria nell’interesse supremo dei cittadini dai quali ha ricevuto il mandato popolare.

L’articolo 1 della Costituzione al comma 2 stabilisce che “La Sovranità appartiene al Popolo, (anche se) la esercita nelle forme e nei limiti stabiliti dalla costituzione.” Allora è del tutto evidente che se il Popolo è Sovrano, di fatto dovrebbe esercitare la sua sovranità anche e sopratutto sulla emissione della propria moneta!

ASSOCIAZIONE DECIBA www.deciba.it assicura che attraverso una giusta ed adeguata informazione è possibile difendersi e smetterla di subire tutti gli illeciti provocati dalle banche. Attualmente le banche si trovano in grave difficoltà con i clienti che decidono di controllare vari illeciti, oggi le sentenze a favore del cittadino si moltiplicano. La Legge funziona solo se la portiamo davanti al giudice, teniamo presente che oltre il 50% delle banche che si presentano alla mediazione preferiscono arrivare ad un compromesso e tenere a tacere tutto, purtroppo l’informazione in questo senso è molto scarsa. Se volete far controllare i vostri conti correnti, mutui, contratti di leasing, è meglio rivolgersi a dei seri professionisti. www.deciba-professional.itgarantito da Associazione DECIBA www.deciba.it Email :Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Uff 0521/241417 Mob Consulente 338/1063708 

Ora torniamo a comprendere cosa è la banca

La maggior parte delle persone è convinta che il nostro denaro sia emesso per decreto dal governo o dalla zecca dello Stato. Purtroppo però le cose non stanno assolutamente così. In realtà lo Stato ha consentito alla banca centrale, controllata da privati, di esercitare in sua vece il potere sovrano di creare moneta e gestire il credito, di conseguenza le banche hanno acquisito il monopolio sull’emissione della moneta e attraverso la gestione “privatistica” del credito e il controllo del debito pubblico, determinano e condizionano il sistema monetario e quindi: il destino economico del nostro paese.

Attualmente il nostro sistema bancario è in mano a un ristretto gruppo di banchieri privati che, in perfetta sintonia e complicità con la classe politica corrotta e attraverso vari sotterfugi istituzionali, è riuscito ad assumere il totale controllo sull’emissione della moneta divenendo di fatto proprietario e gestore di tutto il denaro in circolazione.

Questo colossale inganno ha permesso al sistema bancario privato di acquisire il monopolio sulla creazione della moneta trasformando il popolo da sovrano a eterno “debitore” e schiavo di questo sistema bancario fondato sulla truffa monetaria del signoraggio primario e secondario.

È fondamentale capire che il signoraggio è lo strumento utilizzato dai banchieri per imporre ai popoli il proprio dominio ed è praticamente sconosciuto alla stragrande maggioranza delle persone che a causa di questa “ignoranza”, voluta e programmata dallo stesso potere bancario, lo subisce passivamente. Uno Stato, defraudato della propria sovranità monetaria, non può dirsi davvero indipendente e sovrano di un popolo, privato della sua moneta, automaticamente cessa di essere libero e diventa schiavo di chiunque, al di fuori del popolo stesso.

Il meccanismo del signoraggio è maledettamente geniale proprio per la sua diabolica semplicità.

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La B.C.E. (Banca Centrale Europea), per conto della Banca d’Italia, mette in circolazione le euro/banconote stampate a costo zero “prestandole” agli Stati, in cambio di titoli del tesoro (B.O.T o C.C.T) ma attenzione: non “accreditando” bensì “addebitando” agli stati sovrani, ovvero cedendo le banconote non al costo tipografico ma al valore nominale (50, 100, 500 euro), gravandole poi degli interessi, al tasso che la stessa Banca Centrale decide in totale autonomia e senza alcun reale controllo da parte delle istituzioni pubbliche.

Tutti possono “prestare” il proprio denaro, ad esclusione della Banca Centrale di emissione poiché non ne ha la proprietà.

Alla banca centrale, infatti, appartiene solamente il valore intrinseco della banconota che è pari al suo costo di produzione (carta e inchiostro).

Le banche però sono autorizzate a mettere in circolazione denaro senza valore in virtù di leggi e provvedimenti di comodo approvati in parlamento dai politici compiacenti se non direttamente coinvolti nella colossale truffa del signoraggio.

Inoltre, questo è possibile grazie alle direttive impartite dal famigerato, nonché incostituzionale, “Trattato di Maastricht”, (trattato sulla moneta unica europea) entrato in vigore il 1° novembre 1993. La Banca Centrale Europea, quando “fabbrica” una qualunque banconota, sostiene un costo materiale di soli 0.3 centesimi di euro.

La differenza tra il costo di stampa e il valore facciale delle banconote viene comunemente definito “Reddito da signoraggio” e viene attribuito alla Banca Centrale per la sua funzione di emissione. Ad esempio: su un biglietto da 100 la Banca Centrale incamera 100 euro più gli interessi, diciamo del 2,50%, meno il costo di produzione di circa 3 centesimi, perciò il guadagno da signoraggio per la banca è pari a euro 102.47, che in parte vanno ad incrementare il debito pubblico e in parte vengono incassati come interessi dalla stessa Banca Centrale.

Ora non rimane che moltiplicare questa semplice operazione contabile per il valore totale delle banconote in circolazione e si avrà l’entità reale della truffa monetaria che la B.C.E./Banca d’Italia realizza frodando lo Stato “consenziente” e truffando tutti i cittadini pressoché ignari dell’inganno.

In effetti, la Banca Centrale Europea non è altro che una normalissima “tipografia” ma si comporta e trae cospicui benefici dalla stampa delle banconote come se fosse “proprietaria della moneta”!!!. Questo espediente contabile procura alla Banca Centrale e ai suoi azionisti privati enormi profitti che andrebbero perlomeno tassati dal fisco!

Gli utili reali però vengono “occultati” attraverso semplici e collaudati artifici contabili.

In effetti si falsificano i bilanci, iscrivendo nelle poste passive il “valore nominale” delle banconote in circolazione e nell’attivo il controvalore dei titoli di stato avuti in cambio dal Ministero del Tesoro, ottenendo così un finto “pareggio di bilancio” che produce l’occultamento della maggior parte del reddito da signoraggio.

La banca per regola dovrebbe iscrivere nelle passività solo il costo di produzione delle banconote in circolazione e non il valore nominale, così facendo si avrebbe, per un biglietto da 100 euro, una passività di 0,3 centesimi e non di 100 euro e nelle attività si registra giustamente il valore “nominale” dei titoli di stato emessi dal tesoro cioè 100 euro perché questo è l’introito effettivo a fronte dei titoli che la banca realizza (più gli interessi). Ecco come si occultano gli utili di bilancio.

In altri termini, un credito cioè il titolo di stato del valore di 100 euro viene pareggiato con il controvalore nominale della banconota da 100 euro che in realtà è costato alla banca solo 0,3 centesimi perciò: 100 (banconota) meno 100 (titolo di stato) = (falso) pareggio di bilancio. Il calcolo corretto dovrebbe essere invece: 100 (titolo di stato) meno 0,3 cent. (costo banconota) = guadagno 99,70 più interessi.

Il falso in bilancio consiste nel dichiarare come reddito solo gli interessi, che sono decine di miliardi di euro all’anno, ma allora come andrebbero contabilizzati in bilancio i 1.900 miliardi di debito pubblico che in larghissima parte gli italiani hanno contratto con la Banca Centrale e più in generale col sistema bancario nazionale e internazionale?

Quindi i conti non tornano, infatti non vengono tassati dal fisco i 99,70 euro più gli interessi bensì solo gli interessi (meno le spese) e, visto che gli importi occultati sono davvero notevoli, la Banca Centrale, falsificando il proprio bilancio, ottiene enormi e illeciti profitti anche dalla conseguente evasione fiscale.

Quanto poi alle banconote in circolazione, non si possono considerare un debito per la Banca Centrale, lo sarebbero se la stessa emettesse moneta a fronte di una riserva aurea, ma così non è dal 1971 con l’abolizione degli accordi di Breton Wood, da allora infatti tutte le banche centrali emettono moneta creandola dal nulla, cioè senza riserva, insomma…cartastraccia.

In Italia la banca centrale di emissione è denominata “Banca d’Italia” ma in realtà non è “pubblica” o “dello Stato” come ingenuamente è indotta a credere la gente comune, sopratutto per la generica ma ingannevole definizione di “Istituto di diritto pubblico” contenuta nel suo statuto.

La banca d’Italia in pratica è e si comporta come una S.p.A. ed è gestita da privati, e anche se continua ad apparire a tutti come “la Banca Centrale dello Stato Italiano”, in realtà Bankitalia è “di fatto privata” perché controllata per il 90%, attraverso “le quote”, dalle maggiori banche private italiane e da alcune grandi assicurazioni come “Le Generali” e solamente il 5% di quote è posseduto dall’INPS come “ente pubblico” (più una parte trascurabile dall’I.N.A.I.L.). Tutto questo è in contrasto con quanto stabiliva lo stesso Statuto di Bankitalia che all’Art. 3, recitava: “in ogni caso dovrà essere assicurata la permanenza della partecipazione maggioritaria al capitale da parte di Enti pubblici”.

Il 16 dicembre 2006 il Governo Prodi approva una modifica dell’Art. 3 dello Statuto, che ora recita così: “il trasferimento delle quote avviene, su proposta del Direttorio, nel rispetto dell’autonomia e dell’indipendenza dell’Istituto”. Cioè la Banca stessa decide chi può detenere le quote/azioni, sia esso pubblico o privato, senza dover rendere conto di nulla a nessuno.

Se la banca centrale non fosse stata di fatto “privatizzata” e fosse lo Stato ad emettere la “nostra moneta”, il cosiddetto “reddito da signoraggio” tornerebbe allo Stato e non sarebbe sottratto al popolo sotto forma di interessi sul tristemente famoso “debito pubblico”. Lo Stato Italiano infatti è oberato da un debito pubblico che ormai supera 1.900 miliardi di euro proprio a causa di questo perverso indebitamento statale in larga parte nei confronti della banca centrale e per pagare gli interessi sul debito pubblico, il governo tassa impunemente i cittadini, il lavoro, i servizi, i beni primari e tutto ciò che è tassabile.

La triste realtà è che i cittadini italiani sono costretti a sborsare, su questo debito pubblico inventato da politici e banchieri, oltre 80 miliardi di euro di interessi all’anno, estorti dal Governo con l’imposizione fiscale e attraverso il prelievo forzoso di innumerevoli tasse e odiose gabelle. In definitiva, è allo Stato che spetta il compito di emettere “tutta” la nostra moneta.

Se fossimo cittadini e non sudditi, dovremmo opporci attivamente contro lo strapotere delle banche e questa classe politica corrotta, il paese avrà pure diritto a un Governo in cui il cittadino si riconosca pienamente e non lo avverta invece come una “minaccia”, come una presenza aliena, ostile ed estranea. Sarebbe troppo pretendere un governo in grado di esercitare la propria Sovranità politica e monetaria nell’interesse sovrano del Popolo ?

deciba_associazione-diritto_bancario

Ma la parte peggiore della faccenda è che solo il 10% della massa monetaria è costituito da denaro fisico, ossia banconote emesse dalla B.C.E. e monete metalliche coniate dallo Stato. Il restante 90% della moneta viene messo in circolazione dalle banche ordinarie o commerciali, sotto forma di “credito”, ovvero “denaro virtuale”: assegni, carte di credito e cifre sulla memoria informatica di un computer, cioè moneta fittizia/fasulla perché senza copertura, che non costa nulla alla banca ma che trasforma i cittadini, solo perché obbligati a spendere questa moneta “privata”, in eterni schiavi del debito ma, in compenso, fa diventare ricchi e potenti gli adoratori del dio denaro.

Ora è chiaro che il denaro viene letteralmente creato dal nulla dalle banche, infatti sulla base degli accordi interbancari di Basilea 2, le suddette banche “ordinarie” o “commerciali” si sono date come regola quella di detenere come riserva obbligatoria “a garanzia” soltanto il 2% dei depositi per poi prestare il restante 98% ad altri clienti, ma si badi bene, non utilizzando il denaro depositato dai correntisti, bensì “inventandolo” ad ogni successiva richiesta, sotto forma di denaro creditizio ovvero nuovo credito, “sulla base” del deposito iniziale moltiplicato quasi all’infinito. Facciamo un esempio: se depositiamo,

1.000 euro in una banca, il “sistema bancario” nel suo insieme, sulla base di quei 1.000 euro, può prestare, creando altro denaro dal nulla sotto forma di “credito”, con la moltiplicazione del valore dei depositi, fino a 50.000 euro per ogni 1.000 depositati, (questo meccanismo in gergo bancario è noto col nome di “moltiplicatore monetario”).

Così il sistema bancario, indebitando i cittadini, incassa interessi, non sui mille euro iniziali e che, peraltro non sono nemmeno suoi ma del correntista, bensì sui 50.000 creati con poca fatica e a costo zero. Questo meccanismo di espansione della massa monetaria, nell’oscura terminologia bancaria, viene definita “Riserva frazionaria” o signoraggio secondario.

Non tragga in inganno il termine “secondario” poiché in quanto a danni e potere distruttivo per la comunità esso non è certamente secondario ma anzi è ben maggiore del signoraggio primario sulle banconote che fa capo alla B.C.E. – Bankitalia. La banca concede prestiti con denaro che non possiede e che inventa sul momento moltiplicando numeri e pezzi di carta senza valore reale, ma poi il debitore deve restituire alla banca denaro “vero” guadagnato lavorando con fatica e sudore e persino sotto il ricatto del pignoramento dei beni dati a garanzia in caso di “insolvenza”. Infatti, come se non bastasse, la banca concede il prestito solamente se esso è “garantito” dai beni materiali dei cittadini. La banca stampa denaro falso e lo presta a usura accumulando enormi profitti sottraendoli a chi lavora e produce vera ricchezza.

La ricchezza di un Paese è prodotta dal Popolo, la moneta è stata inventata per “agevolare” gli scambi dei beni e dei servizi prodotti col lavoro dai cittadini, quindi la moneta ha valore solo perché gli stessi cittadini la accettano e la fanno circolare usandola come mezzo di scambio dei beni.

Le banche non producono nessuna “vera ricchezza” ma solo “l’unità di misura” dei beni oggetto dello scambio, esse creano dal nulla il nostro denaro, ne assumono illecitamente la proprietà e poi lo prestano lucrando enormi profitti con l’applicazione di un interesse! Perché lo permettiamo?

I titoli bancari cadono su Piazza Affari, la BCE, precisamente, Mario Draghi si pronuncia e garantisce un paracadute libero per le banche in casi eccezionali, non che questo sia un caso “normale”, la corte Europea ha espresso il suo giudizio al riguardo,bocciato il bail-out, le banche prenderanno i loro crediti dai risparmiatori, questa sentenza ha affossato in primis l'Italia, perché aveva introdotto una politica di salva banche, attraverso i soldi pubblici.

La corte europea, tuttavia, lascia uno spiraglio per il bail-out (intervento dello stato per salvare le banche), lo conferma anche Mario Draghi, che oggi ha detto: "E' necessario affrontare la questione dei crediti deteriorati in Europa". Il consiglio della Bce - ha detto ancora - ribadisce di "essere pronto a usare tutti gli strumenti disponibili entro il suo mandato". Un paracadute pubblico per le banche (backstop) "è possibile in casi eccezionali" o quando "il mercato dei crediti deteriorati è sotto pressione" per evitare una loro svendita.

Nel frattempo la Banca Centrale Europea ha lasciato invariati i vari tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento sia principali che marginali e sui depositi presso la banca centrale, vi riportiamo gli indici: 0,00%, allo 0,25% e al -0,40%.

Lo stesso consiglio della Bce rivela: “ che i tassi di interesse di riferimento si mantengano su un livello pari o inferiore a quello attuale per un prolungato periodo di tempo e ben oltre l'orizzonte degli acquisti netti di attività".

L'INTERVISTA A MARIO DRAGHI: QUI

L'associazione deciba ha monitorato con estrema attenzione la situazione bancaria di queste settimane, dato gli ultimi accadimenti, sia storici che attuali della banca senese, la Monte Paschi di Siena le cui vicende vanno avanti da circa 2 anni con continue iniezioni di capitale da parte dei soci e cambi del management.

Deciba ritiene che il richio di vedere il ripetersi delle scene della banca Etruria sia molto elevato, proprio per evitare questo ha rilasciato un comunicato stampa a tutti i risparmiatori della Mps.

Il comunicato stampa è stato rilasciato dopo le ultime parole pronunciate dalla corte dell'Unione Europea di giustizia: <La condivisione degli oneri da parte degli azionisti e dei creditori di obbligazioni subordinate come pre-requisito di una autorizzazione, da parte della Commissione (Ue), per erogare aiuti di Stato a una banca con problemi di capitale non è contraria alla legge Ue>.
Questo significa che prima di salvare le banche con gli aiuti di stato (il famoso bail-out), i soggetti che dovranno salvare le banche saranno i risparmiatori (bail-in), ovvero: gli azionisti, detentori di obbligazioni subordinate, correntisti con conti superiori a 100.000 euro.
E diversi detentori di obbligazioni subordinate emesse da banche, potranno fare la stessa fine dei risparmiatori che avevano sottoscritto bond di Banca Marche, Banca Etruria, CariChieti e CariFerrara.

Di seguito vi riportiamo il comunicato stampa di D.E.C.I.BA.

 

Per chi non fosse ancora a conoscenza dell'avvenimento, “Equiclick” ha fatto il suo ingresso nel mondo dello smartphone!.

In pratica sarà sempre con voi, quando andrete a mangiare una pizza, a comprare dei mobili per la casa, a potare il giardino, insomma, un po' come l'anima gemella, solo che Equitalia di “gemello” non ha proprio niente, se dovessimo trovare un paragone, Equitalia sarebbe la suocera insopportabile.

LA MISSION:  pare proprio che Equitalia stia per arrivare al suo zenit!. Davvero? 

Il premier Renzi ha annunciato la cancellazione di Equitalia per il 2018, l'accadimento sarà graduale, ma non preoccupatevi, la sua anima non vi lascerà da soli. 

Vi riportiamo le sue parole: <Equitalia va cancellata entro il 2018, prima di cambiare il nome, cambiamo il meccanismo. Intanto ti mando per sms tutte le scadenze, poi c’è un’applicazione in cui paghi con un click”>.

 

 

 

 

Il caso: che il futuro fosse lo smartphone non c'era alcun ombra di dubbio, ormai è assodato, pare proprio che Equiclick diventerà Equitalia 2.0, cartelle esattoriali via app: notifiche del fisco via sms, il pagamento dei debiti con un click. 

In parole povere uno stalker, ricordandoti che è sempre con te. Un po' come il ritornello della canzone “non ti scordar mai di me”.

Entro il 2018 questa app avrà un importante crescendo, la riscossione dei debiti Equitalia iscritti a ruolo verrà quindi semplificata e velocizzata.          

Il nostro premier ha rispettato il cerchio della vita, con una cosa che muore, un'altra nasce.

Noi siamo dell'opinione che determinati argomenti non dovrebbero toccare il telefono, bensì, dovrebbero essere “privati”, se ti rubano il telefono? Chiunque potrebbe venire a conoscenza della tua situazione fiscale. 

E voi che ne pensate? Per ogni controllo su Equitalia o qualsiasi delucidazione non esitate a contattarci:

E-Mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Telefono : 0422 456003

Mob: 349 9480562

Fax: 0422 451267

 

 

 

 

 

                      

 

 

 

 

Avevamo già parlato del caso Deutesch banck e della sua diminuzione del

capitale (-115 miliardi), in questi giorni, la nota banca ha annunciato la

chiusura di 200 filiali in tutta l'euro-zona, nel loro sito la banca si giustifica 

comunicandoscelta di austerità è stata resa necessaria dal passaggio della clientela

ai servizi online” .

 

Nel frattempo in Germania è scoppiato uno sciopero (pacifico).

Ancora non siamo certi se lo sciopero è strettamente legato ai tagli della banca,

quello in cui  siamo certi però, che già dallo scorso giugno la banca aveva

annunciato il taglio di 3000  posti di lavoro, e che nei prossimi 3 anni si

prevede un taglio del personale di circa 9000 persone.

La domanda sorge spontanea! Dato quello che è accaduto alla Deutesch banck, e

il suo crollo  in borsa nell'ultimo anno, perché giustificare il taglio del personale? Non

era più corretto essere sinceri nei confronti dei suoi dipendenti? Lincenziarli dicendo

loro la verità? 

 

Dire la verità ai propri dipendenti magari non gli farà riavere il posto di lavoro, ma

almeno da un ottica di etica, moralità, dignità, era d'obbligo.

Non ci resta che augurare ai dipendenti licenziati un nuovo lavoro, 

all'amministrazione della banca un esame di coscienza.

 

IL VIDEO DI UNO DEI PRESENTI: ( la marcia Mehringdamm sino al centro di Berlino)

 

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