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Per anni l’accesso al credito non è stato un problema. Banche e finanziarie hanno elargito finanziamento, mutui, prestiti, carte revolving. E quando non siamo più stati in grado di pagare abbiamo dovuto subire stress psicologico e molestie telefoniche, visite di addetti al recupero crediti, telefonate ai vicini, ai parenti e al datore di lavoro…

Equitalia come difendersi; Hanno fatto certamente notizia alcune pronunce della giurisprudenza di merito secondo le quali sono da ritenersi nulle le cartelle notificate a mezzo posta da Equitalia se vengono notificate direttamente dalla stessa mediante spedizione di raccomandata, senza avvalersi dei soggetti legittimati ed indicati dall’art. 26 del D.P.R. 602/73.

L’art. 26, comma 1, del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, rubricato “Notificazione della cartella di pagamento” prevede espressamente: “La cartella è notificata dagli ufficiali della riscossione o da altri soggetti abilitati dal concessionario nelle forme previste dalla legge ovvero, previa eventuale convenzione tra Comune e concessionario, dai messi comunali o dagli agenti della polizia municipale. La notifica può essere eseguita anche mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento […]”.

Secondo tali pronunce, nonostante il suddetto articolo preveda la possibilità, per gli Agenti della riscossione, di notificare i propri atti per posta mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento, allo stesso tempo individua espressamente quali agenti notificatori:
– gli ufficiali della riscossione;
– altri soggetti abilitati dal concessionario nelle forme previste dalla legge;
– i messi comunali previa eventuale convenzione tra Comune e concessionario;
– gli agenti della polizia municipale.

Molti non sanno che la maggior parte delle cartelle Equitalia (e altri entri di riscossione) spesso commettono errori.
Pare che da una prima valutazione spesso i crediti vantati sono arrivati a ridursi anche al 50%, per non parlare delle cartelle esattoriali ormai scadute quindi andate in prescrizione.

Sanatoria 2015: a distanza di oltre due anni dalla Legge n. 228/2012, che ai commi 527 e 528 dell’art.1 stabiliva la rottamazione (annullamento) delle cartelle Equitalia di importo non superiore a 2 mila euro, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 142 del 23.06.15, il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze attuativo delle modalità con cui sarà eseguito il discarico dei ruoli resi esecutivi fino al 31/12/1999. L’articolo sopracitato disponeva la rottamazione dei ruoli di importo fino a 2 mila euro, ma anche il discarico dei ruoli resi esecutivi entro il 31 dicembre 1999 anche di importo superiore a due mila euro (rottamazione e discarico non solo per le cartelle esattoriali emesse da Equitalia, ma anche quelle di altri agenti della riscossione).

Equitalia è stata condannata a risarcire il danno da lite temeraria (Commissione Tributaria di Campobasso, sent. n. 182/2013), perché il proprio credito nei confronti del contribuente era abbondantemente prescritto.


Lo stesso contribuente era stato raggiunto da tre cartelle di pagamento: una relativa a contributi INPS, due relative a imposte e tributi.
Dopo dodici anni, Equitalia ha provveduto a mettere le ganasce fiscali all’autovettura del debitore, il quale ha fatto valere l’intervenuta prescrizione ex art. 2946 c.c. L’agente di riscossione ha eccepito che nel periodo considerato erano intervenute altre intimazioni di pagamento, che avrebbero interrotto la prescrizione.

La Commissione tributaria ha tuttavia accolto la richiesta di sospensiva, ha conseguentemente annullato il provvedimento di fermo e condannato Equitalia al risarcimento dei danni con riferimento ai soli crediti tributari, essendo competente, per i crediti INPS, il giudice del lavoro.
All’epoca del fermo, il contribuente prestava servizio presso un istituto scolastico sito a duecento chilometri di distanza dalla propria abitazione. Il fermo, giusta la rilevata prescrizione del debito, lo aveva quindi ingiustamente privato della possibilità di utilizzare l’autovettura, provocandogli disagi e danni materiali.
Già, nel 2003 e nel 2011, con due significative sentenze (n. 6976/2003 e 17485/2011), la Suprema Corte ha precisato che il danno da lite temeraria è costituito da oneri d’ogni genere (patema d’animo, perdita di tempo, preoccupazione di poter soccombere di fronte a un evidente abuso dell’autorità), che un soggetto abbia dovuto fronteggiare per essere stato costretto a contrastare l’ingiustificata iniziativa della parte avversa, oltre che dai disagi in generale sopportati per effetto di quell’iniziativa, danni la cui esistenza può peraltro essere desunta dalla comune esperienza.

A parere del Governo, sono troppe le controversie avviate contro il fisco (agenzia delle entrate, concessionari della riscossione, ecc.), pertanto, i contribuenti ora dovranno esperire la mediazione tributaria, anche contro i provvedimenti emessi da Equitalia, prima di fare ricorso al Tribunale o alla Commissione Tributaria.
Al fine di deflazionare il contenzioso giudiziario, viene esteso lo strumento della mediazione, che diventa obbligatoria. La mediazione tributaria si applica avverso tutti gli atti, indipendentemente se emessi dall'agenzia delle entrate o enti locali (enti impositori) ed è reso obbligatorio anche avverso gli atti emessi da Equitalia e dagli altri agenti della riscossione. Sono incluse, inoltre, anche le controversie relative al classamento catastale degli immobili.

Volete sapere se una cartella vi è stata notificata correttamente? Se la firma posta sulla relata di notifica è davvero la vostra o, invece, di un altro soggetto che non era legittimato a ricevere la posta? Volete conoscere il nome del responsabile di un procedimento amministrativo aperto nei vostri confronti e tutti i documenti di tale attività? È vostro diritto esigere tutte queste informazioni. Infatti potete pretendere, in qualsiasi momento, che Equitalia vi mostri la documentazione attestante la vostra posizione. Questo perché, nonostante l’agente della riscossione non sia propriamente un ente pubblico, esso è comunque tenuto al rispetto della legge sull’accesso agli atti amministrativi.

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